Breaking News

Filiera 4+2 e Liceo Made in Italy: i fallimenti di Valditara

In questi giorni il Ministro Valditara non perde occasione per sventolare il “successo” delle iscrizioni alla cosiddetta filiera 4+2, peccato che i numeri molto piccoli siano per loro natura facili da raddoppiare, 10.000 nuovi iscritti rispetto ai 5.000 dello scorso anno a fronte di circa 550.000 alunni che frequentano la terza media riducono il “successo” del ministro a un misero 1,8%; se si trattasse di un partito non basterebbe nemmeno a passare la soglia di sbarramento per entrare in parlamento. 

Le cose non vanno certamente meglio per l’altra creatura del Ministro, ossia il liceo del made in Italy. Questo infatti registra un altro flop nazionale e immancabilmente anche a Savona al Liceo della Rovere, confermandosi un liceo da prefisso telefonico, scelto dallo 0,14% degli alunni italiani e dallo 0,11% degli alunni liguri.

Al contrario degli altri indirizzi, Scienze umane, Economico-sociale e Linguistico, che da anni trainano l’istituto, il nuovo curricolo di studio voluto dal governo Meloni non riscuote il successo sperato. Genitori, studenti e, forse ancora prima i docenti stessi, non riescono a decifrare il senso di questa innovazione. Qual è il vero obiettivo dell’indirizzo? Formare cuochi e camerieri? O esperti in prodotti Dop e Igp? O ancora adolescenti cosmopoliti che esportino le eccellenze italiane?  

Agli incontri di orientamento i docenti presentano il Made in Italy esaltando la didattica laboratoriale, utile in verità a occupare innumerevoli ore di diritto ed economia di cui non esistono nemmeno i testi scolastici di riferimento. Una didattica “a braccio” dunque, improvvisata, che lascia perplessi docenti e genitori, i quali, fortunatamente, colgono l’opacità del curricolo, non iscrivono i propri figli e preferiscono altri indirizzi più collaudati. 

È evidente che non vi fosse alcuna necessità di inaugurare un nuovo indirizzo liceale, peraltro in cui manca il latino, idioma che da sempre contraddistingue tali istituti, elevandone il livello.  
Si auspica che dopo il terzo anno consecutivo di flop, il governo rinunci a mantenere in vita un indirizzo che, ormai a tutti gli effetti, appare come un morto che cammina. 

Il Direttivo del Comitato Pensiero Critico Savona 

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate