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Fioroni: “Ri-orientare gli alunni bocciati verso percorsi più adatti”

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Che fine faranno le norme sull’obbligo scolastico a 16 anni contenute nella legge finanziaria ?
Difficile dirlo in questo momento, quando il dibattito è in pieno svolgimento, anche se ormai le posizioni sembrano essere abbastanza delineate.
La maggioranza di Governo non è affatto unita sulla questione: la sinistra radicale vorrebbe eliminare ogni ambiguità dal testo attuale che prevede la possibilità per le scuole di fare riferimento anche a percorsi e progetti concordati con le Regioni per contenere la dispersione scolastica che, proprio nei primi due anni di scuola superiore, raggiunge percentuali elevatissime.
Le norme sull’obbligo scolastico sono contenute nell’articolo 68 della legge finanziaria che è stato oggetto di numerosi emendamenti presentati sia dalla maggioranza sia dall’opposizione.
In realtà, però, fino a questo momento la Commissione Istruzione non ha approvato modifiche specifiche, essendosi limitata, per ora, ad intervenire sulle questioni relative agli organici e alle risorse finanziarie (di particolare rilievo, come abbiamo riferito in altra notizia, è stata la cancellazione totale della cosidetta “clausola di salvaguardia” che prevedeva un risparmio “obbligato” per la scuola di circa 3miliardi di euro, ma su questo punto bisognerà vedere cosa succederà in Commissione Bilancio).
Sul fronte sindacale Cisl-Scuola mostra di non apprezzare la scelta di far passare una modifica ordinamentale così importante mediante un articolo della legge finanziaria, ma, nel merito, non si mostra contraria.
Di diverso avviso Cgil-Flc che, pur avendo abbandonato nelle ultime settimane, l’insistente parola d’ordine “obbligo scolastico a 18 anni” continua ad insistere sulla necessità che si chiarisca senza ombra di dubbio che l’obbligo fino a 16 anni deve essere assolto nel sistema scolastico.
Il Cidi, da parte sua, sta “ammorbidendo” la propria posizione sostenendo che l’importante è che non si parli di “percorsi” finalizzati a combattere la dispersione ma solo di progetti la cui titolarità (anche sotto il profilo valutativo) deve rimanere nelle mani della scuola.
Ma a spiazzare tutti quanti ci ha già pensato il ministro Fioroni che in una intervista andata in onda nelle ultime ore su una canale televisivo ha più o meno detto così: “Nel biennio delle superiori la bocciatura non può e non deve essere usata per gonfiare gli organici della scuola, ed è per questo che abbiamo inserito nella finanziaria l’obiettivo di ridurre del 10 per cento le ripetenze. Il punto è un altro: gli alunni bocciati vanno in qualche modo ri-orientati e indirizzati verso percorsi formativi più adatti a loro”.
Detto in altre parole: all’uscita della III media tutti vanno alla scuola statale, ma a chi non ce la fa si potrà consigliare di passare alla formazione professionale regionale.
Il doppio canale, insomma, inizierà non a 14 anni ma a 15 anni.