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Aggiornato il 01.10.2025
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Flotilla nel mare di Gaza, se Israele prenderà il controllo sarà sciopero generale (Cgil-Usb) con forti proteste di piazza: studenti e prof insieme?

Le imbarcazioni della Flotilla si avvicinano a Gaza e cresce la tensione: anche se mancano ancora circa 100 miglia dalla costa, quindi in piena area internazionale, la Marina israeliana potrebbe infatti prendere il controllo delle oltre 50 barche che compongono la missione umanitaria – che porta aiuti alla popolazione palestinese – poiché avrebbero oltrepassato la cosiddetta linea arancione, considerata una zona già ad alto rischio.

Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, in un video ha detto: “Nel momento stesso in cui qualcosa dovesse succedere a quelle barche, nel momento stesso in cui perderemo il contatto con loro, nel momento stesso in cui dovessimo avere anche soltanto la certezza che una o uno di loro sia stato arrestato, ferito, o non potremo più metterci in contatto con loro, vi preghiamo, a nome di tutti coloro che sono su quelle barche, scendiamo nelle strade, scendiamo nelle piazze, creiamo dei presidi, andiamo a chiedere che venga applicato il diritto internazionale e che vanga applicato nello stesso modo nei confronti di tutti, compreso lo stato di Israele”.

Alcuni sindacati, in particolare la Cgil e l’Usb, la pensano allo stesso modo: “Se li toccano o li bloccano, sarà sciopero generale”, hanno fatto sapere.

Nelle principali città d’Italia ad uscire allo scoperto, chiedendo di fermare il genocidio, sono diverse rappresentanze di studenti: il coordinamento pro Palestina, Torino per Gaza, annuncia nuove mobilitazioni nel capoluogo piemontese in caso di blocco della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.

Sui social i collettivi scrivono: siamo “pronti a mobilitarci in ogni momento” e ipotizzano due appuntamenti, al momento senza data fissa, bensì nel giorno in cui le barche della Flotilla venissero fermate: alle 11 a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, con “blocchi diffusi in città” e alle 18 in piazza Castello con un corteo dal titolo ‘Blocchiamo tutto’.    

La mobilitazione arriva dopo settimane di manifestazioni e azioni di protesta in scuole, università e in piazza.

Intanto, gli studenti di Fuori Registro, il coordinamento autonomo dei collettivi scolastici di Milano, hanno scritto una e-mail ai loro professori per invitarli a un’assemblea organizzata il 2 ottobre alle 16.30 al centro sociale Lambretta, con al centro l’arresto dello scorso 22 settembre dei due minorenni che frequentano il liceo classico Carducci e che fanno parte sia del collettivo Revolté sia della realtà di Fuori Registro.
“Discuteremo – hanno detto i ragazzi – della repressione a danno degli studenti e delle studentesse, dell’attacco sempre più duro nei confronti degli spazi sociali, della situazione attuale della Global Sumud Flotilla e dell’importanza di questa missione umanitaria a sostegno del popolo palestinese”.

“Il nostro intento – spiegano i collettivi – é quello di far vedere che la comunità scolastica, formata sia da studenti e studentesse che da docenti, è unita nel difendere la causa palestinese, e solidale a chi é stato colpito dalla repressione sempre più aggressiva del nostro governo”.

“Vi vogliamo quindi invitare – è l’appello rivolto ai docenti – a partecipare a questo momento di dialogo, confronto e solidarietà. É il momento di prendere posizione riguardo a questa situazione, che colpisce profondamente tutti noi, non solo in quanto cittadini, ma anche in quanto parti attive della scuola”.

Dopo l’assemblea è previsto un incontro con Cecilia Strada, Luisa Morgantini, Carlotta Alvise, Giuseppe Salomone, che “sarà annullato se la Global Sumud Flottilla verrà intercettata”.

Intanto a Roma, dopo il liceo Cavour anche il liceo Socrate è stato occupato dagli studenti. La protesta, spiegano gli studenti in una nota, ‘non è un gesto di contrarietà alla presidenza o ai docenti della nostra scuola, ma nasce dall’esigenza di esprimere il nostro sostegno al popolo palestinese’.

I ragazzi scrivono anche di sostenere ‘la Global Sumud Flotilla e la Freedom Flotilla’ e lanciano un appello a tutte le scuole del  Paese ‘per costruire una mobilitazione larga, partecipata e unitaria’ e aderiscono alla manifestazione nazionale a sostegno di Gaza in programma il 4 ottobre a Roma (con corteo da Porta San Paolo a San Giovanni): un evento che ha tutta l’impressione di chiamare a raccolta ben oltre le 20mila persone annunciate.

Il timore è reale. Anche il Viminale se ne rende conto e ha ordinato una stretta sui permessi e congedi per i poliziotti: serve un numero adeguato di agenti “per garantire il regolare svolgimento delle iniziative” che si annunciano “estemporanee” e contraddistinte “da una ragguardevole partecipazione di persone”.

Lo indica una circolare che invita i questori ad una “valutazione particolarmente attenta e oculata della concessione di permessi, congedi e qualsiasi altra forma di assenza legittima al personale di polizia dall’1 al 6 ottobre”.    

In particolare, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato al Viminale prefetti e questori di Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna: le indicazioni sono quelle di innalzare al massimo lo sforzo infoinvestigativo per prevenire disordini, spingere al massimo il dialogo con gli organizzatori per isolare i gruppi violenti, presidiare i luoghi più a rischio, a cominciare da quelli israeliani ed ebraici.    

Dopo la guerriglia urbana del 22 settembre a Milano, Piantedosi è stato chiaro: “qualcuno ha intenzione di trasformare la causa della Flotilla in qualcosa che potrà riflettersi nelle nostre piazze. Dobbiamo stringere i ranghi e vedere come organizzarci”. Nel pomeriggio quindi il ministro ha riunito i vertici della sicurezza delle principali città. I report di intelligence e forze di polizia segnalano come il tema di Gaza abbia aggregato le diverse aree del dissenso, con una moltiplicazione di iniziative, dalle scuole alle università ai luoghi di lavoro, che potrebbero sfociare in problemi di ordine pubblico complicati da gestire anche per l’alto numero di persone che scenderanno in piazza.    

La direttiva è quella di consentire la libera espressione del pensiero, ma fermare derive violente della protesta. Perchè accanto ad una maggioranza di cittadini pronta a scendere pacificamente in piazza, ci sono gruppi di violenti che puntano allo scontro con le forze dell’ordine. Ambienti anarchici, antagonisti, centri sociali duri, giovani di seconda generazione, nuove leve minorenni – come si è visto a Milano – che non si negano azioni aggressive nelle piazze.

Su questo punto si è espresso anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara durante un evento de Il Giornale a Milano: parlando delle tensioni tra i più giovani. , il numero uno del Mim ha detto che “le scuole devono rimanere luoghi liberi di confronto e democrazia dove si insegni rispetto per la persona”, perché “sono luoghi di pensiero critico e confronto”.

Secondo Valditara occorre educare “i giovani al pluralismo e al rispetto delle idee altrui. Evitiamo di considerare le scuole come luoghi dove ci sia prevaricazione, radicalizzazione ed estremismo, perché non portano da nessuna parte”.

A Roma, sabato 4 ottobre, ci saranno accurati controlli a ridosso del luogo di concentramento dei manifestanti e non solo. Sotto la lente i principali snodi di accesso: stazioni, caselli autostradali e fermate metro. In campo anche gli idranti, pronti ad entrare in azione in caso di disordini.    Prima della manifestazione di sabato ci saranno però da gestire le proteste che seguiranno il prevedibile blocco della Flotilla.

L’associazione dei Giovani palestinesi, tra gli organizzatori del corteo di Roma, ha invitato anche a scioperare venerdì 3. Tante le mobilitazioni poi nelle università, altro luogo ‘caldo’. Nel pomeriggio petardi, fumogeni e vernice sono stati lanciati contro l’ingresso del rettorato, durante il corteo degli studenti pro-Pal alla Sapienza. Ed al grido di “blocchiamo tutto” gli studenti hanno occupato la facoltà di Scienze Politiche dell’ateneo romano.

Intanto, a Napoli è stata occupata la storica Università Federico II.

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