Sabato 4 ottobre, nelle strade del centro di Roma si vivrà un’altra giornata di forti proteste per chiedere di fermare la guerra in Palestina e a sostegno della popolazione di Gaza: studenti, giovani palestinesi, sindacati di base, centri sociali e gruppi antagonisti si ritroveranno per una mobilitazione nazionale che si prevede massiccia, tanto da fare predisporre al ministero dell’Interno un piano di sicurezza “imponente”.
Il corteo “Pro Pal” – al quale anche stavolta dovrebbero unirsi lavoratori della scuola e studenti – sfilerà sabato pomeriggio da Porta San Paolo per spostarsi in direzione San Giovanni: gli slogan saranno “Stop al genocidio” e “Il sionismo si ferma con la resistenza”.
Per la mobilitazione è stato presentato dagli organizzatori un preavviso per 20mila persone, ma si pensa che a scendere in piazza possano essere molti di più, come già avvenuto in occasione dello sciopero generale per Gaza di lunedì 24, quando le presenze alla manifestazione romana sono state nettamente più alte rispetto alle 8mila attese. E gli scontri a Milano non lasciano per nulla tranquilli i responsabili dell’ordine pubblico.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha già dichiarato che occorrerà “serrare i ranghi”, evitando che gruppi violenti facciano deragliare i cortei dai binari pacifici. Anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani, nel giorno del patrono San Michele Arcangelo, non ha nascosto che il periodo è “molto impegnativo”.
La questura della Capitale, scrive l’Ansa, sta già lavorando su due capisaldi in vista della mobilitazione: “massimo rigore” contro le illegalità e consentire alle forze di polizia di operare in sicurezza.
Il dispositivo di sicurezza in vista del corteo verrà messo a punto durante un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in programma la mattina di martedì 30 in prefettura, poi ci sarà un tavolo tecnico in questura venerdì per definire gli ultimi dettagli.
Di sicuro, sabato 4 ci saranno accurati controlli a ridosso del luogo di concentramento dei manifestanti e non solo. Sotto sorveglianza vi saranno anche i principali snodi di accesso alla Capitale: stazioni, caselli autostradali e fermate metro. In campo anche gli idranti, pronti ad entrare in azione in caso di disordini.
Nel frattempo, movimenti studenteschi e universitari proseguono con i presìdi permanenti e le occupazioni nelle scuole e negli atenei: nella capitale, se nell’istituto superiore Rossellini i Collettivi, Osa e Cambiare Rotta hanno terminato l’occupazione (“Siamo usciti lasciando la scuola in perfette condizioni, senza danni, come accertato anche dai docenti e dal dirigente”, hanno detto sempre all’Ansa gli studenti, lo storico liceo Cavour (a due passi dal Colosse) è stata preso in consegna dai Collettivi e Osa.
In agitazione risultato anche alcuni licei di Torino. Sotto lo slogan ‘Blocchiamo tutto’ è partita la mobilitazione in diversi istituti in solidarietà alla Global Sumud Flotilla.
Nel capoluogo piemontese, al liceo Einstein gli studenti hanno manifestato con striscioni in tutte e tre le sedi: prima si sono radunati in cortile per un’assemblea, poi hanno fatto un corteo interno.
Al Primo liceo artistico, dalle finestre sono stati calati due striscioni con la scritta ‘Primo Occupato’.
La protesta si estende anche agli atenei. A Roma il collettivo Cambiare Rotta ha convocato assemblee “per organizzare l’equipaggio di terra studentesco per difendere la Flotilla e rompere con Israele“. Gli incontri sono previsti per l’ultimo giorno di settembre nel cortile di Fisica e Matematica, mercoledì 1° ottobre nell’atrio di Palazzo Nuovo per Storia e Filosofia, al Campus Einaudi per Scienze politiche e nelle aule interrate del complesso Aldo Moro per Lingue.
Il 2 ottobre seguiranno appuntamenti ai dipartimenti di Studi umanistici e Psicologia: “La Flotilla si avvicina ogni giorno di più a Gaza e – dicono da Cambiare Rotta – la missione è in pericolo. I sindacati di base chiameranno un altro sciopero generale il giorno dopo il blocco delle navi: anche noi come studenti universitari dobbiamo fare la nostra parte. Organizziamoci in ogni dipartimento per bloccare tutto. Se non ora quando”.
Sempre il gruppo di Cambiare Rotta, assieme a diversi collettivi, ha annunciato per martedì 30 settembre, alle ore 15, un corteo alla Sapienza “per la Palestina e per la Flotilla“: gli studenti vogliono “lanciare un segnale chiaro alla rettrice Polimeni e al governo Meloni: basta complicità con Israele!“.
“Dall’8 settembre – hanno fatto sapere – come Cambiare Rotta ci siamo accampati nella Sapienza di Roma in presidio permanente per preparare lo sciopero generale del 22 in cui studenti, professori e lavoratori Tab hanno picchettato gli ingressi dell’università e raggiunto il grande corteo cittadino che ha paralizzato stazione Termini e la tangenziale. La giornata di lunedì scorso, il 24 settembre, con l’inaspettata adesione nella scuola dell’11,3%, si è conclusa con l’occupazione della facoltà di lettere dove gli studenti hanno chiesto alla rettrice, senza ottenere risposta, di poter partecipare al senato accademico del giorno dopo per discutere la piattaforma delle rivendicazioni dello sciopero. Nel frattempo, come Cambiare Rotta abbiamo occupato rettorati (Genova) e facoltà (Bologna) e costruito presidi permanenti in tutte le città”.
Infine, come abbiamo già avuto modo di scrivere, un nuovo sciopero generale è stato indetto dal sindacato Si Cobas per venerdì 3 ottobre: con la protesta massima, indetta pochissimi giorni dopo quello partecipato del 24 settembre, il sindacato di base chiede “la fine immediata del genocidio sionista a Gaza e in Cisgiordania, la sospensione di ogni fornitura di armamenti e di merci, nonché di ogni collaborazione e partnership commerciale, culturale, accademica e tecnologica con lo stato di ‘Israele’”.