Uno studente Pro Palestina si è incatenato ieri, 2 ottobre, alla sede dell’Ufficio scolastico regionale di Rimini L’iniziativa, accompagnata dalla lettura pubblica delle motivazioni insieme ad altri attivisti e rilanciata con un video sul profilo Instagram del collettivo, è stata organizzata in solidarietà con la Global Sumud Flotilla. Lo riporta Rimini Today.
“Gli studenti di Rimini – è stato dichiarato – stanno con la Palestina, lo abbiamo dimostrato con i picchetti, le raccolte firme, azioni mobilitazioni degli ultimi due anni, intensificati nelle ultime due settimane per quello che sta succedendo a largo delle coste di Gaza con la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, che ieri sera è stato bloccata e come avevamo promesso bloccheremo tutto”.
“Per questo – proseguono gli studenti riminesi – vogliamo che l’Ufficio Scolastico Regionale accolga questa posizione degli studenti, prendendo pubblicamente posizione: contro il genocidio a Gaza e in Cisgiordania; contro l’occupazione sionista; contro il Governo Meloni complice; contro il ministro Valditara che fa fare iniziative nelle scuole ai criminali di guerra dell’Idf e per il rilascio immediato degli arrestati dell’equipaggio della Flotilla”.
Nel frattempo, proprio oggi, nonostante il ‘no’ dell’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali e i tempi strettissimi è in corso lo sciopero generale del 3 ottobre, in solidarietà alla Flotilla e alla popolazione di Gaza. Nella serata del1° ottobre, le imbarcazioni che fanno parte della Global Sumud Flotilla sono state intercettate e abbordate da Israele.
“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
Nel corso della manifestazione a Roma per Gaza e la pace in Medio Oriente, a due passi dalla stazione Termini, ‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato Moira Aloisio, della Cub Scuola.
“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”.