Nella serata di ieri, 1° ottobre, le imbarcazioni che fanno parte della Global Sumud Flotilla sono state intercettate e abbordate da Israele. Secondo il portavoce della Flotilla, come riporta La Repubblica, Israele ha arrestato 200 persone da 37 paesi. Nella mattina del 2 ottobre sono salite a 20 le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla intercettate dalle forze israeliane, mentre 22 barche proseguono al momento la navigazione verso la costa della Striscia di Gaza.
Israele avrebbe violato il diritto internazionale: per molti bisogna quindi bloccare tutto, per dare un segnale al Governo e al mondo intero. Intanto nella serata di ieri ci sono state subito proteste in ben 35 città italiane come Roma, Milano, Genova, Napoli, Torino, Pisa. In particolare a Napoli è stata bloccata la Stazione Centrale.
Il mondo della scuola non ci sta: sono moltissime scuole italiane sono state occupate al grido di “blocchiamo tutto” in questi giorni, con una accelerata in queste ore. Sono molti gli istituti occupati a Bologna e Torino, per fare un esempio.
“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
Nel corso della manifestazione a Roma per Gaza e la pace in Medio Oriente, a due passi dalla stazione Termini, ‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato Moira Aloisio, della Cub Scuola.
“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”.