Una situazione di crescente preoccupazione sta scuotendo le istituzioni scolastiche a causa dei persistenti ritardi nell’accreditamento delle risorse destinate al Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF). La denuncia arriva dalla Federazione UIL Scuola Rua che in una lettera indirizzata ai vertici del Ministero dell’Istruzione e del Merito ha evidenziato il grave disagio che sta colpendo migliaia di lavoratori.
Secondo quanto riportato dall’organizzazione sindacale, da tutto il territorio nazionale giungono segnalazioni di scuole che non hanno ancora ricevuto le disponibilità finanziarie necessarie. Il problema principale riguarda la mancata assegnazione delle risorse relative ai 4/12 dell’anno solare 2025 e agli 8/12 dell’anno solare 2026.
Questa carenza di fondi sta impedendo la liquidazione dei compensi accessori spettanti al personale docente, educativo e ATA per attività già regolarmente svolte e concluse. Il sindacato sottolinea come tale situazione stia alimentando un diffuso malcontento e incrinando il rapporto di fiducia tra i dipendenti e l’Amministrazione.
Il fattore tempo è determinante: le istituzioni scolastiche sono obbligate per contratto a liquidare i compensi entro il 31 agosto 2026. Senza l’immediato accreditamento delle somme, rispettare tale scadenza diventa “di fatto, impossibile”, scaricando sulle singole scuole responsabilità che appartengono invece esclusivamente all’Amministrazione centrale.
La UIL Scuola rimarca che il FMOF non è una voce di spesa straordinaria, bensì una componente strutturale e prevedibile del finanziamento scolastico. Di conseguenza, il ripetersi di questi ritardi non viene più considerato un episodio occasionale, ma una criticità che penalizza ciclicamente il personale che ha già assolto ai propri doveri professionali.
Per sbloccare lo stallo, l’organizzazione sindacale ha avanzato richieste precise:
La lettera si conclude con l’auspicio di un intervento tempestivo che possa ristabilire condizioni di certezza e regolarità nell’erogazione delle risorse, evitando ulteriori conseguenze negative a carico di scuole e lavoratori.