In molti, soprattutto docenti neoassunti, si chiedono cosa sia Fondo Espero: è una pensione complementare: permette di beneficiare, al momento del pensionamento, di un assegno pensionistico aggiuntivo alla pensione pubblica.
Iscrivendosi a Espero si ha diritto ad un contributo a carico del datore di lavoro pari all’1% della busta paga, versato direttamente nella posizione individuale.
Le somme versate sul conto pensionistico personale presso il Fondo sono deducibili fiscalmente dal reddito imponibile (garantendo uno sconto fiscale pari all’aliquota IRPEF più alta) e le prestazioni prima e dopo il pensionamento beneficiano della tassazione agevolata. I contributi versati al Fondo sono investiti da gestori specializzati con elevata professionalità. Il patrimonio del Fondo, poi, è separato e custodito dalla Banca Depositaria, per la massima tutela dei lavoratori associati.
In particolare, come abbiamo scritto, all’atto della firma del contratto di assunzione a tempo indeterminato, il dirigente scolastico è tenuto a fornire al lavoratore un’informativa, in forma scritta, sulle modalità di adesione al Fondo con specifico ed espresso riferimento all’adesione mediante silenzio-assenso e al relativo termine di nove mesi decorso il quale ha luogo automaticamente l’iscrizione.
Il dirigente scolastico provvede a inserire tempestivamente al SIDI, la data di consegna e di presa visione dell’informativa per i docenti neo assunti in ruolo e per il personale già assunto a tempo indeterminato con decorrenza economica successiva al 1°gennaio 2019.
Il personale scolastico ha diritto, entro nove mesi di comunicare sia l’adesione sia la non adesione al Fondo: senza alcuna comunicazione si è considerati iscritti, secondo la procedura prevista del silenzio assenso.
Qualora il lavoratore dovesse ritrovarsi iscritto al fondo espero per effetto del silenzio assenso, può recedere, entro trenta giorni dall’adesione, attraverso l’area riservata della piattaforma POLIS Istanze OnLine. Fermo restane che qualsiasi altra forma di comunicazione non è presa in considerazione.
Si riceverà, quindi, una seconda comunicazione, stavolta da parte del Fondo Espero, che lo informerà dell’avvenuta iscrizione evidenziando anche che, entro un mese, potrà esercitare il diritto di recesso. Solo dopo che è trascorso questo ulteriore periodo, senza che sia stata manifestata alcuna volontà, l’iscrizione si perfeziona.
Secondo le nuove istruzioni operative, i lavoratori della Scuola possono ora aderire al Fondo in tre modi:
Le nuove regole sul silenzio-assenso non riguardano tutti indistintamente. La disciplina è rivolta esclusivamente al personale dipendente assunto successivamente al 1° gennaio 2019.
Restano invece esclusi da questo meccanismo automatico i dipendenti che rimangono nel regime di Trattamento di Fine Servizio (TFS) per continuità di iscrizione e coloro che risultano già iscritti al Fondo Espero a causa di precedenti rapporti di lavoro. È stato inoltre chiarito che passaggi di qualifica o mobilità tra amministrazioni pubbliche non sono considerati come “nuove assunzioni” ai fini di questa normativa.
Ci sono novità in merito alla liquidazione dei soldi della previdenza complementare del Fondo Espero per i lavoratori della scuola. Dal 1° settembre 2026 circa venticinquemila lavoratori, tra docenti, Ata, educatori e dirigenti scolastici, dovranno usare una nuova modalità.
Come riporta Italia Oggi, non si potranno più usare raccomandate o Pec: la procedura sarà esclusivamente online. I lavoratori dovranno accreditarsi tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) direttamente all’Area Riservata del portale di Fondo Espero o, in alternativa, seguire il percorso integrato sul portale NoiPA all’interno della sezione dedicata alla previdenza complementare.