Il decreto scuola è stato approvato in Consiglio dei Ministri. Ma a quanto pare ci sono alcune problematicità da risolvere. Ad esempio i Cpia (Centri provinciali per l’istruzione degli adulti) che accolgono i genitori stranieri che non parlano italiano. Secondo i dati de ‘La Stampa’ riportati da Open, sono più di 31mila gli adulti in lista d’attesa nei 119 Cpia (su 130) censiti nell’anno scolastico 2025/26. Nel decreto scuola è però presente l’obbligo per i genitori stranieri di frequentare gratuitamente corsi di italiano, pena sanzione dai 200 ai mille euro.
C’è già un numero di domande eccessivo riguardo la capacità di accoglienza dei Centri, spiega il presidente della rete nazionale (Ridap) alla testata. Servirebbe anche aumentare il numero degli insegnanti. Insomma secondo il presidente Emilio Porcaro, questa norma a costo zero, non può funzionare.
I Cpia peraltro si appoggiano in altre scuole e non possono organizzare i corsi quando vogliono. Le percentuali di persone in liste d’attesa sono più alte in Emilia-Romagna, Liguria e Toscana, 18.210 in tutto il Nord e 93 Cpia su 119 hanno ricevuto più domande di iscrizione dei posti disponibili.
Servirebbero anche il doppio dei docenti di quelli al momento impiegati (354). Pochi quelli specializzati (classe di concorso A023). Spesso così sono maestri o docenti di altre materie a insegnare.