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Prima Ora notizie del 4 agosto

04.08.2026

Fondo Espero scuola, la novità: stop a Pec e raccomandate, procedura solo online

Novità in merito alla liquidazione dei soldi della previdenza complementare del Fondo Espero per i lavoratori della scuola. Dal 1° settembre 2026 circa venticinquemila lavoratori, tra docentiAta, educatori e dirigenti scolastici, dovranno usare una nuova modalità.

Come riporta Italia Oggi, non si potranno più usare raccomandate o Pec: la procedura sarà esclusivamente online. I lavoratori dovranno accreditarsi tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) direttamente all’Area Riservata del portale di Fondo Espero o, in alternativa, seguire il percorso integrato sul portale NoiPA all’interno della sezione dedicata alla previdenza complementare.

I tempi

Il pagamento non avviene in una singola soluzione, bensì attraverso un meccanismo a doppio binario. La prima quota viene generalmente liquidata in tempi indicativi di circa tre mesi dal completamento formale della documentazione richiesta. Si tratta della parte formata dai contributi effettivamente versati nel tempo dal dipendente e dallo Stato, ai quali si aggiungono le rivalutazioni maturate.

Per il saldo finale, invece, l’attesa è legata alla quota di TFR accantonata, che è figurativa: occorre acquisire i dati consuntivi trasmessi dalle singole istituzioni scolastiche e dal MEF, completare i conteggi e trasferire le risorse a Espero. Solo a quel punto il Fondo potrà procedere con l’erogazione della seconda rata.

Come funziona

Al momento della compilazione, l’iscritto è chiamato a scegliere la modalità di fruizione del tesoretto accumulato: il riscatto del 100% in capitale condizionato al fatto che la rendita derivante sia inferiore all’importo dell’assegno sociale), la trasformazione integrale in rendita, oppure una formula mista con il 50% subito in capitale e il resto in assegno periodico.

Esiste tuttavia un’ulteriore opzione spesso trascurata ma di notevole interesse finanziario: il mantenimento della posizione aperta nel Fondo. L’iscritto in quiescenza può decidere di lasciare fermo il capitale senza più subire le trattenute mensili da busta paga, continuando però a sfruttare i costi di gestione minimi del fondo negoziale, i benefici fiscali sui rendimenti ed eventualmente effettuando versamenti volontari mediante bonifico. Una soluzione tattica per chi non ha immediata necessità di liquidità e intende far fruttare il proprio montante in un orizzonte temporale più ampio.

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