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Formazione docenti, la strategia d’aggiornamento è dannosa

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“La buona scuola”, ora legge 107/2015, stabilisce: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente .. La Carta, dell’importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l’acquisto di libri e di testi .. di hardware e software ..“

Se il direttore di un supermercato stabilisse di sostenere la formazione continua delle cassiere istituendo la carta elettronica da utilizzare per l’acquisto di libri e riviste utili per migliorare l’efficacia della loro attività, sarebbe licenziato per giusta causa.

L’assenza della visione sistemica, essenziale per assolvere le responsabilità direttive, è la motivazione del provvedimento.

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Un’evidente arretratezza culturale: non esiste più il negozio del panettiere, del droghiere, del macellaio, dell’ortolano .. nel mondo contemporaneo esiste un’unica entità le cui componenti sono interconnesse e operano unitariamente: perseguono la finalità del sistema aziendale.

Può essere utile ricordare che la legge orienta la scuola all’innalzamento delle competenze generali e di quelle specifiche, le materie d’insegnamento sono gli strumenti per il loro sviluppo.

Ne discende che le iniziative di aggiornamento sono da finalizzare alla maturazione del senso d’appartenenza all’organizzazione e, al suo interno, alla valorizzazione delle singole funzioni: è controproducente e irrazionale lasciarle alla libera iniziativa dei singoli soggetti.

 

Enrico Maranzana