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Fornero: il mondo cambia e gli italiani non pensano alla pensione, con l’intelligenza artificiale ci andranno sempre più tardi

Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro e delle politiche sociali del Governo Monti

L’intelligenza artificiale aiuta senza dubbio la produzione lavorativa, ma a patto che sia usata con la “testa”, altrimenti porterà solo perdita di posti di lavoro e riduzione della qualità dei processi produttivi. E se praticata con successo, comunque aiuterà ad andare in pensione più tardi. A sostenerlo è stata Elsa Fornero, economista, ex ministro del Welfare nel Governo Monti, con un intervento, a Firenze, al convegno sull’enciclica ‘Magnifica Humanitas’ di Papa Leone XIV.

Maggiore istruzione garantisce uso intelligente dell’AI

Elsa Fornero ha chiesto: “l’Intelligenza Artificiale applicata ai processi produttivi in tutti i settori, dall’agricoltura, all’industria, alla pubblica amministrazione, quanto aumenterà la produttività?”.

Quindi, ha fornito lei stessa la risposta? “Se la produttività aumenta del 3% l’anno siamo in grado di crescere anche con una popolazione che si riduce. Se però questo non accade, e per adesso il processo è molto lento, avremo solo la parte negativa: la sostituzione di lavoro con Intelligenza Artificiale, la perdita di posti di lavoro, senza l’incremento di produttività”.

“Questo è un rischio – ha sottolineato l’ex ministra -, ora quanto siamo in grado di cambiare questa prospettiva? Una risposta c’è e la conosciamo: è maggiore istruzione per tutti, a tutte le età“.

L’AI aiuterà a lasciare il lavoro dopo

Fornero, nota per la riforma pensionistica che tre lustri fa ha prodotto l’innalzamento dell’età anagrafica e del contributo di accesso, si è quindi soffermata sull’ulteriore innalzamento delle prospettive lavorative del personale, quindi, a questo punto, da portare avanti alle soglie dei 70 anni e anche oltre.

“Anche nelle età avanzate – ha detto l’economista – l’Intelligenza Artificiale può aiutare a vivere meglio, può aiutare a continuare l’attività di lavoro, e quindi potremmo anche dire che si lavora un po’ di più, anziché un po’ di meno“.

Secondo l’ex ministra del Welfare non vi sarebbe quindi quella rincorsa al pensionamento tra i dipendenti italiani over 60 di cui tutti parlano: “Col mondo che cambia, vi pare che gli italiani vogliano sempre solo andare in pensione?”.

Docenti e Ata però chiedono di uscire prima

Nel settore della scuola, tuttavia, va ricordato che è molto alta la percentuale di personale, soprattutto tra gli insegnanti, che vorrebbe lasciare il servizio prima dell’attuale soglia dei 67 anni, che tra l’altro entro il 2028 si sposterà in avanti di altri tre mesi.

Una richiesta, quella del pensionamento anticipato, derivante anche dall’alta presenza di burnout nella categoria del personale scolastico.

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