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31.10.2026

Gramellini e la maestra che strappò la pagina sulle mamme: “Per proteggermi, la tolse dai sussidiari di tutta la classe”

Massimo Gramellini presenta in un’intervista al Corriere il suo nuovo libro, “Beato il popolo che ha bisogno di eroi”, che raccoglie 52 storie di persone reali, “uomini e donne in carne e ossa che a un certo punto hanno alzato gli occhi dal loro ombelico e si sono accorti dell’esistenza degli altri”. Tra i temi della conversazione c’è anche la scuola, con il ricordo della maestra delle elementari che lo aiutò dopo la morte della madre, quando aveva nove anni, e la storia di un professore ritrovato dai suoi ex alunni.

Ettore, il primo eroe

Il racconto parte proprio dalla scuola: “Fra Achille ed Ettore, a scuola tifavo per Ettore. È stato il mio primo eroe, un uomo che sa di perdere e va incontro consapevolmente al suo destino”. È l’immagine con cui l’autore introduce la figura dell’eroe imperfetto, che ha una ferita ma va avanti senza lamentarsi.

La maestra e la pagina strappata

Tra le figure eroiche legate alla perdita della madre, Gramellini indica la sua maestra: “Sicuramente la maestra delle elementari. Per proteggermi strappò dai sussidiari di tutta la classe la pagina che parlava delle mamme. Era comunistissima. Ci parlava male degli americani e mio padre, che era stato partigiano e li vedeva invece come dei liberatori, non era d’accordo per niente. Me lo ricordo a tavola mentre borbottava: io non la penso così, però tu ascolta sempre quello che ti dice la maestra. Oggi invece un genitore andrebbe dalla preside a lamentarsi”.

Il professore e il batticuore

Fra gli eroi del libro ce n’è più di uno che ha sullo sfondo la scuola. “Perché la scuola sa ancora trovare gli anticorpi contro il cinismo e il disincanto. Lo dimostra la storia del professore anziano, malato e solo che i suoi ex alunni ritrovano e accudiscono. ‘Forse mi vogliono bene perché, quando insegnavo, mi batteva sempre forte il cuore’, dice il prof. Quel batticuore era la sua passione, e gli studenti non l’hanno mai dimenticata. Dovremmo ripartire tutti da lì. Vivere con passione, sempre”.

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