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IA a scuola, due istituti raccontano le loro esperienze al Next Gen AI 2026: didattica cooperativa e radio scolastica

Nella nuova puntata di #NoiSiamoLeScuole, il video racconto settimanale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, sono protagoniste due scuole che hanno presentato al Next Gen AI 2026 i loro percorsi di formazione e sperimentazione sull’intelligenza artificiale: un istituto di istruzione superiore e un liceo ginnasio. L’obiettivo comune è integrare l’IA nella didattica promuovendo creatività, spirito critico e uso consapevole delle nuove tecnologie.

Capire come funziona l’IA

Per il primo istituto la sfida parte dalla formazione e dalla conoscenza degli strumenti. “Comprendere come funziona l’intelligenza artificiale”, spiega la dirigente scolastica, “è il primo passo per utilizzarla in modo efficace”: approfondirne i meccanismi, anche dal punto di vista matematico e statistico, può aiutare gli studenti a interpretarli e a compiere scelte consapevoli. Il percorso è sostenuto da investimenti nella formazione dei docenti. Nella quotidianità, l’IA serve a ripassare e consolidare gli argomenti e a sperimentare applicazioni creative: immagini, video, testi e canzoni per accompagnare lo studio di materie come Filosofia e Letteratura italiana.

Una didattica cooperativa

Il liceo ginnasio ha messo al centro l’uso etico della tecnologia. Secondo il dirigente scolastico, la rapidità con cui evolvono gli strumenti digitali rende fondamentale il ruolo educativo della scuola, che “deve mettersi in gioco e aiutare i ragazzi” anche in questo campo. Le scelte didattiche si fondano sulla collaborazione: gli studenti producono materiali digitali con applicativi basati sull’IA, come i quadri parlanti collocati in ambienti virtuali progettati dagli stessi ragazzi. Un’esperienza che, spiega la docente, unisce ideazione, competenze digitali e lavoro di gruppo, perché questi strumenti “hanno sempre bisogno dell’intervento umano”.

Non solo STEM: l’IA nelle materie e nelle attività

Nel liceo l’IA trova spazio non solo nelle discipline STEM, ma anche in Educazione civica, nelle materie umanistiche e in attività trasversali come la radio scolastica, dove serve a realizzare copertine e a sviluppare nuove idee. Per entrambe le scuole la tecnologia è un’opportunità da conoscere e governare, non uno strumento destinato a sostituire le capacità umane: l’obiettivo è usarla con spirito critico, al servizio di creatività, autonomia e crescita personale.

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