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30.12.2025

Francesca Albanese sulle ispezioni a scuola: “Vergognoso. Valditara, parla con me”. Il ministro: “Non è censura”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rilasciato una intervista a Il Tempo, ripresa da Agenzia Nova, in cui ancora una volta ha parlato delle risorse stanziate per la scuola. “Nel 2026 ci saranno 960 milioni di euro in più per la scuola italiana”, questa la sua rassicurazione.

Caso Albanese, botta e risposta

Il capo del dicastero di Viale Trastevere ha ripercorso varie tematiche di grande attualità insieme al direttore Daniele Capezzone. Innanzitutto, il caso Francesca Albanese e l’ispezione fatta partire nelle scuole: “Credo fortemente che la scuola debba servire per far maturare i giovani, per farli crescere, renderli cittadini autonomi e responsabili. E quindi la scuola non deve servire per indottrinare i ragazzi, ma per sviluppare lo spirito critico, per fornire una diversità di opinioni, per favorire il pluralismo. E questa è la scuola costituzionale, la scuola democratica. La scuola dei totalitarismi è la scuola a senso unico dell’indottrinamento, per cui esiste una sola verità. Ecco, io non posso accettare, il Governo non può accettare, che su temi politicamente delicati, socialmente dibattuti, si affronti e si propizi una sola verità. Ecco perché abbiamo inviato gli ispettori in determinate scuole, anche per accertare se eventualmente fossero state fatte affermazioni che potrebbero persino configurare ipotesi di reato, e poi anche perché occorre capire se tutte le formalità previste dalla legge sono state rispettate”.

Non è affatto una censura, e questo è il punto. Noi non contestiamo il diritto delle scuole di trattare certi argomenti, anche con posizioni scomode, anche affrontando posizioni che non sono necessariamente in linea con l’orientamento di questo Governo. Ma quello che noi chiediamo è che innanzitutto i relatori siano sempre equilibrati e rispettosi della legge, e poi anche che vi siano più campane a suonare, che siano più voci a parlare, che vi sia dunque un pluralismo, che accanto a delle opinioni che la pensano in un certo modo, ve ne siano anche altre che in modo autorevole affermino posizioni e pensieri differenti. Se si affronta un determinato tema, è evidente che accanto ad un relatore ci può stare nello stesso giorno, nello stesso contesto, un relatore che la pensa diversamente, oppure nelle settimane successive si possono alternare relatori che hanno delle idee differenti. Ma direbbero alla Treccani non si chiama censura, si chiama pluralismo. Questa è l’essenza della scuola costituzionale. Chi non è d’accordo su questo punto è perché ha un pensiero totalitario, coltiva un pensiero totalitario, è espressione di una visione che in altri tempi sarebbe detta comunista, oppure anche qualcuno direbbe oggi fascista”.

La difesa di Albanese

Qualche giorno fa la stessa Francesca Albanese intervistata da Andrea Scanzi per Il Fatto Quotidiano, ha sfidato in qualche modo il ministro: “Il fatto di avere un ministro che manda le ispezioni punitive nei confronti di docenti e studenti è vergognoso. Ministro Valditara, vieni da me, parla con me”.

“Mi accusano di corruzione di giovani, cioè non so se si sia mai sentita una cosa del genere”, ha affermato, rivendicando il diritto di parlare di diritto, etica e Costituzione.

Albanese ha negato di aver mai definito fascista il governo Meloni, ma ha aggiunto che, anche se l’avesse fatto, “non è un crimine”. Ha ricordato come esponenti della maggioranza “si vantano di essere fascisti” e “criticano più il 25 aprile che le ragioni storiche che l’hanno prodotto”, parlando di una vera e propria “commedia dell’assurdo”. “Io ho detto assolutamente che questo governo è corresponsabile dei crimini che Israele sta commettendo”, queste le sue parole.

Violenza a scuola, i dati

Poi il ministro ha parlato di violenza a scuola: “Io ritengo che uno degli elementi più importanti, uno degli obiettivi più importanti da perseguire, sia la lotta contro il bullismo e anche il ripristino dell’autorevolezza dei docenti. Mi fa molto piacere che a seguito delle misure che noi abbiamo adottato sia crollato il numero delle aggressioni nei confronti di personale scolastico. Pensate che nei primi quattro mesi dello scorso anno scolastico le aggressioni nei confronti di personale scolastico erano state 19, nei primi quattro mesi dell’anno precedente ancora erano state 21. Nei primi quattro mesi di quest’anno sono state soltanto quattro. È un passo avanti importante, che viene fra l’altro anche a seguito di un’altra notizia positiva. Lo scorso anno scolastico le aggressioni sono state complessivamente 51, l’anno precedente erano state 71. Vuol dire che i nostri provvedimenti e la grande attenzione su questo tema stanno iniziando a funzionare. Questo mi rende molto felice perché concretamente stiamo difendendo chi lavora per il futuro dei nostri figli, e sia ben chiaro: chi tocca un docente aggredisce lo Stato. Abbiamo ridato importanza al voto in condotta proprio perché riteniamo che sia importante reintrodurre nelle nostre scuole, e quindi nella società, il principio di responsabilità individuale. È un principio un po’ dimenticato, accanto anche a quello per cui non ci sono soltanto diritti ma esistono anche doveri. E allora ripartire da qua: il rispetto verso l’autorità, il principio di responsabilità individuale, i doveri accanto ai diritti, significa lavorare per una maturazione complessiva dei nostri giovani”.

Riforma Maturità, Valditara fa un esempio

Infine ecco alcune battute sulla riforma dell’esame di Maturità: “Sparisce quel documento che avviava l’orale e che obbligava a dei collegamenti interdisciplinari talvolta molto improbabili che metteva ansia allo studente. Mi è capitato di per esempio avere racconti di questo tipo: la commissione sottoponeva la fotografia di un vulcano in un liceo classico e diceva: ‘Adesso facci capire che cosa ti suggerisce questa fotografia’. Invece molto più seriamente, quattro materie. Si verrà interrogati per venire a conoscenza del grado di apprendimento dello studente, quindi conoscenze e competenze. Ma la nuova Maturità ha anche una modifica molto significativa: vuole valutare lo studente, la persona dello studente, a 360 gradi, cioè vuole valutare quel grado di autonomia e di responsabilità raggiunte. Benissimo conoscere i logaritmi, benissimo saper tradurre adeguatamente dal latino o dal greco, ma è importante anche valutare la crescita complessiva del giovane”, ha concluso.

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