Un accordo è stato firmato tra il Garante per la protezione dei dati personali e la Polizia Postale con l’obiettivo di prevenire e contrastare tutte quelle forme di aggressione e trattamento illecito dei dati personali riguardanti i minorenni effettuate per via telematica.
Tra le azioni riparatorie che potranno essere intraprese su istanza dei minori che si ritengano vittime di atti di cyberbullismo, ci sono l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti a loro riferiti e diffusi in rete.
Il protocollo nasce dalla effettiva constatazione che il cyberbullismo sta diventato anche in Italia una vera e propria epidemia silenziosa: dalle 235 denunce del 2016, si è passati agli oltre 350 casi del 2017.
Altrettanto numerose sono state le segnalazioni e le richieste di aiuto da parte di ragazzi, genitori, insegnanti ed operatori sociali.
Grazie al Protocollo d’intesa, nei casi in cui sia necessario identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social media dove sia stato pubblicato un contenuto (informazioni, foto, video, ecc.) ritenuto atto di cyberbullismo o sia necessario attuare le decisioni assunte, il Garante può richiedere l’intervento della Polizia postale e delle comunicazioni.
Mentre la Polizia Postale si occuperà di reperire dati e informazioni sul titolare del trattamento o sul gestore del sito web o del social media, nonché delle eventuali ulteriori fonti web sulle quali siano stati divulgati i contenuti illeciti, il Garante tutela la loro riservatezza e il corretto utilizzo dei dati personali che li riguardano, decidendo sulle segnalazioni riguardanti episodi di cyberbullismo.