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Gelmini al Senato: tutto come previsto

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L’audizione del ministro Gelmini al Senato è andata proprio come era facile prevedere: il Ministro ha parlato di apertura regolare dell’anno scolastico, l’opposizione ha criticato pesantemente le scelte politiche del Governo in campo scolastico, la maggioranza è intervenuta compatta a difendere Mariastella Gelmini.
“I tagli al personale – ha detto il Ministro –
sono stati resi necessari dall’evidente sperequazione della spesa corrente rispetto a quella per investimenti e sono stati assorbiti in larga parte da pensionamenti”
“L’effettiva riduzione 
– ha aggiunto la Gelmini –
ammonta a 12000 unità in due anni, ma, pur in un contesto economico difficile, si è contemporaneamente provveduto a 10000 nuove immissioni in ruolo e sono stati siglati accordi con le Regioni per altre 16000 assunzioni”.
“Peraltro 
– ha sottolineato ancora il Ministro –
la precarizzazione non è imputabile all’attuale Governo, bensì alla gestione degli anni precedenti, nei quali la scuola è stata utilizzata come ammortizzatore sociale e, proprio per evitare il formarsi di nuovo precariato, è stato predisposto un regolamento per la formazione iniziale dei docenti incentrato sulla qualità didattica, che alla preparazione teorica unisce quella pratica attraverso il tirocinio”.
La Gelmini ha anche colto l’occasione per ribadire che gli scatti di anzianità non verranno cancellati:
“E’ proprio grazie ai risparmi generati dalle misure di razionalizzazione, il personale della scuola è il solo a non essere stato coinvolto dai blocchi stipendiali”.
“Comunque 
– ha però precisato il Ministro –
è allo studio del tavolo indetto con i sindacati un meccanismo di valorizzazione della meritocrazia che agli scatti automatici per anzianità sostituisca avanzamenti legati al merito ed alla qualità dell’insegnamento, anche grazie al potenziamento del sistema di valutazione e di ispezione”.
Il Ministro ha ammesso che ci sono classi sovradimensionate, che però
“costituiscono una realtà percentualmente residuale, ben inferiore a quella delle classi con meno di 12 alunni”.
L’opposizione non ha risparmiato critiche.
Giambrone dell’IdV ha parlato di “smantellamento della scuola pubblica”, mentre
Vittoria Franco (Pd) ha sostenuto che proprio a causa delle scelte politiche di questo Governo
“la dispersione scolastica è cresciuta, le liste di attesa per la scuola dell’infanzia sono aumentate e si è ridotto l’organico delle scuole per adulti”.
Sullo “smantellamento” del tempo pieno è intervenuto il senatore del PD Procacci, mentre in molti hanno sottolineato le gravi carenze edilizie diffuse in tutta Italia e soprattutto nelle regioni del sud.
La maggioranza è intervenuta a difesa del Ministro.
Il finiano Valditara ha riformulato la sua proposta di favorire i prepensionamenti per liberare posti da assegnare al personale precario.
Fuori dal coro della maggioranza ha parlato Pistorio dell’MPA che ha definito l’operazione prevista dalla legge 133, peraltro sostenuta senza riserve dallo stesso MPA al momento della sua approvazione, un “disinvestimento irresponsabile dallo sviluppo e dalla formazione dei futuri cittadini” .