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27.06.2026

I docenti non sono volontari, nessun obbligo a leggere le circolari di domenica o fare formazione fuori orario: per Gilda va scritto nel contratto – VIDEO

Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ai microfoni della ‘Tecnica della Scuola’, a margine del terzo incontro svolto all’Aran per il rinnovo contrattuale di Istruzione e Ricerca, parte normativa, per il triennio 2025/27.

Sono tre le questioni sollevate dal sindacalista: “sui giorni di giorni di ferie del personale della scuola – sostiene Castellana -, avviene di tutto, spesso è un diritto che viene negato per criteri indefiniti. Come i cinque giorni di formazione. È bene chiarire che la formazione obbligatoria va in orario di servizio: se si vuole fare fuori dall’orario, allora mi devi pagare, altrimenti non ci vengo, non ho nessun obbligo, non è volontariato”.

Il leader della Gilda sostiene che “c’è poi il diritto alla disconnessione: un tempo arrivavi a scuola, trovavi le circolari e le fermavi. Oggi è diventato tutto urgente: arrivano circolari di notte a tutte le ore del giorno, il sabato, la domenica, i giorni festivi. Ciò perché gli strumenti telematici lo permettono, ma in realtà quasi nulla è urgente”.

“Altra cosa per noi urgente e inderogabile – continua il sindacalista – è la trasparenza: tutti i compensi che arrivano nelle scuole devono essere trasparenti, dobbiamo sapere chi beneficia di queste risorse e se ne beneficia legittimamente. Perchè il denaro pubblico è denaro di tutti”.

L’intervista

Qual è lo stato della trattativa e cosa chiede la Gilda.
Allora, intanto è bene chiarire che parliamo di trattativa nella parte normativa, quindi nessun aspetto economico questo deve essere ben chiaro e diamo una notizia: a brevissimo (i primi di luglio ndr) saremo chiamati per la firma la sottoscrizione definitiva anche della parte economica, la cui ipotesi era stata sottoscritta qualche mese fa. Riguardo la parte normativa noi chiediamo un contratto chiaro prima di tutto semplice agile, che non dia luogo ad equivoci e contenziosi. Ad esempio mi riferisco alla questione dei giorni di permesso, ai giorni di ferie per il personale della scuola, perché lì nelle scuole avviene di tutto, spesso un diritto che viene negato. Come chiediamo che sia chiaro su come usufruire, per esempio, dei giorni di formazione: i cinque giorni di formazione sono un diritto che spesso viene negato.

Cosa chiedete, in particolare, sulla formazione: che si realizzi oltre le 40 ore annuali e che sia in qualche modo riconosciuta a pagamento?

Mi riferivo soprattutto ai cinque giorni di formazione per attività individuale: succede, spesso, che chiedi un permesso per formazione, ti viene negato per criteri indefiniti. Invece, noi chiediamo che ci siano delle norme contrattuali anche in merito alla formazione del personale. È discutibile tutta la formazione che viene data nelle scuole, ma è bene chiarire che la formazione obbligatoria va in orario di servizio; se si vuole fare fuori dall’orario di servizio, allora mi devi pagare, altrimenti non ci vengo, non ho nessun obbligo, non è volontariato.

Castellana, oltre alla formazione cos’è che chiedete come miglioramento e soprattutto come diritti del personale da far rispettare in maniera più energica?

Il diritto alla disconnessione. Un tempo arrivavi a scuola, trovavi le circolari e le fermavi. Oggi è diventato tutto urgente, tanto che arrivano circolari di notte a tutte le ore del giorno, il sabato, la domenica, giorni festivi. Perché gli strumenti telematici lo permettono, ma in realtà quasi nulla è urgente. Ecco, noi chiediamo il diritto alla disconnessione. Così come chiediamo.

E la terza questione?

Riguarda un altro aspetto per noi urgente e inderogabile, la trasparenza. Tutto quello che arriva a scuola, tutti i compensi che arrivano nelle scuole devono essere trasparenti. Noi dobbiamo sapere chi beneficia di queste risorse e se ne beneficia legittimamente. Perchè il denaro pubblico è denaro di tutti quanti. Ricordo che il fondo d’istituto di fatto è parte del nostro stipendio, al quale rinunciamo ed è chiaro ed evidente che ho pieno diritto di sapere a chi vada.

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