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Genitori che vorrebbero optare per l’istruzione parentale: ecco perché è meglio di no

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Si legge di genitori che vorrebbero per quest’anno passare all’ “educazione privata” per i loro figli. “L’abbiamo fatto – dicono – durante il lockdown, perchè no? Chi parla della ripresa insiste molto sul divieto di contatti personali quindi … tanto vale”.

La prima risposta è, per quanto distanziamento o altro, nulla può sostituire il calore della relazione a tu per tu, sia nel lavoro scolastico che nei momenti di libertà. E questo vale anche per il rapporto fra discente e docente (anche l’insegnante soffre la distanza). 

Proprio perché il bisogno di sicurezza richiede una riduzione dei contatti corporei, si ha un motivo in più per spingere bambini e ragazzi a stare con gli altri, anche nel poco permesso dalle regole anti contagio. Un genitore forte sa quando agire e quando lasciare alla normale dinamica dell’apprendimento scolastico. 

Piuttosto a questi genitori ha senso chiedere: prendete in carico uno dei bambini o ragazzi che hanno perduto una parte del lavoro del periodo di chiusura delle scuole, dategli una mano, a casa vostra e/o dandogli in prestito un tablet. Un contatto di persona è necessario, all’inizio e poi periodicamente, naturalmente, ma nel mezzo ci può anche sentire per videochiamata. Scambiare schede, confrontare compiti, dare un segnale di attenzione e di condivisione.

 Se ci sarà – speriamo di no – un altro lockdown, quel ragazzo (o ragazza, ovviamente) avrà un filo di rapporto avviato per via interfamiliare; comunque vada sarà sempre un arricchimento. 

Lorenzo Picunio