Che cosa significa, per una scuola italiana, essere internazionale? Organizzare scambi con altri Paesi, accogliere studenti stranieri, insegnare nuove lingue? Oppure ripensare la didattica e il modo stesso in cui una comunità scolastica si rapporta con il mondo?
Le risposte arrivano dalle cinque scuole oggi, a Roma, hanno ricevuto il riconoscimento «Scuole Modello per l’internazionalizzazione», istituito nel 2022 dalla Fondazione Intercultura. La premiazione si è svolta durante il seminario di presentazione del Rapporto 2026 dell’Osservatorio Nazionale sull’Internazionalizzazione delle Scuole e la Mobilità Studentesca.
Le scuole selezionate dalla commissione sono il Liceo Classico «F. Capece» di Maglie (Lecce), il Liceo «G. Marconi» di Milano, l’IIS «Mosè Bianchi» di Monza, il Liceo Scientifico «G. Battaglini» di Taranto e l’IIS Polo Tecnico Professionale di Lugo (Ravenna).Cinque istituti, cinque modi diversi di aprire la scuola al mondo.
Abbiamo chiesto ad alcune di loro di raccontare le esperienze che hanno portato al riconoscimento.
All’IIS «Mosè Bianchi» di Monza l’internazionalizzazione passa soprattutto attraverso il debate in lingua inglese. Una pratica che ha portato l’istituto a conquistare, nel 2024, il primo posto al Bluebonnet Tournament di Houston, diventando la prima squadra italiana a vincere una competizione internazionale di debate negli Stati Uniti.
Per la professoressa Úna Harnett, il valore di questa esperienza va oltre i risultati nelle competizioni. «questa disciplina insegna a strutturare il pensiero, ricercare fonti attendibili e decostruire le fallacie logiche. Ma, soprattutto, il debate insegna l’empatia: dover difendere una tesi contraria alle proprie convinzioni personali significa imparare a mettersi nei panni dell’altro, rispettando la complessità del mondo e rifiutando le semplificazioni superficiali». Nel 2026 il Mosè Bianchi ha conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo di campione italiano giovanile di debate in lingua inglese. Alcuni suoi studenti vengono inoltre selezionati per la nazionale italiana, partecipando a competizioni internazionali. Il debate è però soltanto una componente di un progetto più ampio, che comprende percorsi Cambridge IGCSE, certificazioni linguistiche e accreditamenti Erasmus nei settori dell’istruzione scolastica, della formazione professionale e dell’educazione degli adulti. Le opportunità di mobilità coinvolgono anche docenti e personale amministrativo e ausiliario.
Il Liceo Classico «Francesca Capece» di Maglie ha scelto di fare dell’internazionalizzazione un elemento stabile della propria identità, intrecciando l’insegnamento delle lingue, le relazioni con il territorio e la mobilità internazionale. Tra le esperienze più caratteristiche c’è l’Aula Confucio, inaugurata nel 2016 e sviluppata attraverso la collaborazione con l’Università «La Sapienza» di Roma. «Siamo profondamente orgogliosi di essere stati scelti come scuola modello, un riconoscimento che premia la nostra volontà di trasformare l’internazionalizzazione in un sistema coerente e integrato, capace di coinvolgere attivamente non solo il nostro istituto, ma l’intero territorio», ci ha detto la dirigente scolastica Anna Antonica. L’Aula Confucio consente agli studenti di approfondire la lingua e la cultura cinese, anche attraverso il contributo di docenti madrelingua, laboratori e percorsi finalizzati alle certificazioni linguistiche internazionali.
La dirigente insiste poi su un secondo aspetto: «Il nostro obiettivo è sempre stato far sì che l’esperienza internazionale non fosse un privilegio limitato a chi viaggia, ma diventasse di reale beneficio a tutta la scuola. Accogliendo giovani da tutto il mondo e integrandoli quotidianamente nelle nostre classi, portiamo l’internazionalizzazione direttamente tra i banchi, arricchendo l’intera comunità educante con un confronto interculturale vivo e costante». Un’esperienza che mostra come l’accoglienza degli studenti stranieri diventa occasione formativa anche per chi rimane nella propria scuola.
Al Liceo Scientifico «G. Battaglini» di Taranto l’internazionalizzazione coinvolge anche il personale ATA, partecipe nell’organizzazione degli scambi e nell’accoglienza degli ospiti stranieri. «Una delle scelte di cui siamo più orgogliosi è aver coinvolto a pieno titolo anche il personale A.T.A., che partecipa ai processi di candidatura, alla gestione degli scambi e all’accoglienza degli ospiti stranieri». È quanto emerge dalle riflessioni della dirigente Patrizia Arzeni sull’esperienza del liceo tarantino.
Qui l’apertura internazionale si traduce anche in progetti realizzabili con risorse limitate. English Breakfast, ad esempio, utilizza una tipica colazione anglosassone per lavorare sulla lingua inglese, confrontare le abitudini alimentari e riflettere sulle differenze culturali. Studenti del primo e del terzo anno collaborano attraverso attività di tutoraggio tra pari.
Con Stranger Things… at Battaglini, invece, la serie televisiva diventa il punto di partenza per un laboratorio di orientamento: podcast in inglese, musica e letture tratte da The Canterville Ghost di Oscar Wilde aiutano gli studenti a confrontarsi su aspettative, scelte e paure legate al futuro.
Come sottolinea la Dirigente, «entrambi i moduli sono replicabili senza costi aggiuntivi né risorse esterne: richiedono soprattutto una gestione flessibile del tempo scuola e la capacità dei docenti di progettare insieme». L’esperienza internazionale si è sviluppata anche fuori dall’Italia. Nel marzo 2026, 34 studenti del Battaglini hanno partecipato a Parigi alla quinta Conferenza Internazionale degli Studenti, presentando ricerche che utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare e confrontare gli scenari del cambiamento climatico nelle città di Parigi e Taranto. Un modo per portare le competenze scientifiche degli studenti in un contesto di confronto internazionale.
Completano il gruppo delle cinque Scuole Modello 2026 due istituti che hanno costruito percorsi altrettanto significativi. Il Liceo «Guglielmo Marconi» di Milano si distingue per la rete di partenariati internazionali, che comprende una collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e un accordo con la Civica Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli». L’IIS Polo Tecnico Professionale di Lugo, in provincia di Ravenna, ha invece sviluppato una partecipazione particolarmente ampia ai progetti transnazionali. La mobilità internazionale è entrata nella pratica didattica ordinaria dell’istituto, accompagnata da un investimento continuativo nella formazione dei docenti all’estero.
Il riconoscimento alle cinque scuole si inserisce nell’attività dell’Osservatorio Nazionale sull’Internazionalizzazione delle Scuole e la Mobilità Studentesca, nato nel 2009 per iniziativa della Fondazione Intercultura, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con l’ANP. Ma c’è un aspetto che accomuna le scuole premiate oggi è il tentativo di fare in modo che le esperienze internazionali non rimangano confinate ai singoli studenti che partono, coinvolgendo progressivamente l’intera comunità scolastica.