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26.10.2026

Stipendi, forte divario tra presidi e insegnanti. Giannelli (Anp): “Lo stipendio dei docenti non aumenta di un euro se si riduce quello dei ds”

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I presidi guadagnano il doppio (quasi il triplo) degli insegnanti? Secondo la rete Eurydice, in molti Paesi europei è così. A volte con un trattamento collegato alle dimensioni dell’istituto che dirigono (Spagna e Portogallo), altre no (Italia).

Come ha sottolineato Il Sole 24 Ore, in un articolo che ha fatto discutere moltissimo, nel nostro Paese il differenziale tra un docente delle scuole medie e un dirigente è al top e supera i 65mila euro (dati del 2024/25). Nel report dell’Ocse, la distanza tra professori e presidi è ancora più ampia.

Il presidente nazionale Anp, Antonello Giannelli, ha detto la sua in un articolo pubblicato oggi, una settimana dopo, 26 ottobre. Ecco le sue parole: “L’articolo del 19 ottobre, dedicato alle retribuzioni dei dirigenti scolastici e dei docenti, mette in evidenza un apparente paradosso. I dirigenti scolastici italiani sembrerebbero essere tra i più pagati d’Europa ma, se confrontati con i colleghi delle altre amministrazioni pubbliche italiane, risultano decisamente penalizzati. Come si spiega? Il dato internazionale richiamato nell’articolo riguarda il rapporto tra le retribuzioni medie dei dirigenti scolastici e quelle dei docenti che, in Italia, sfiora il valore di 2,9. È un rapporto indubbiamente elevato ma non dimostra affatto che i dirigenti scolastici italiani siano pagati troppo. Per comprenderlo occorre guardare anche al denominatore. Secondo l’Ocse, infatti, gli insegnanti italiani guadagnano circa un terzo in meno degli altri lavoratori laureati.

Se vogliamo valutare il trattamento economico della dirigenza scolastica, il confronto più significativo è quello con le altre dirigenze pubbliche, soprattutto con quelle appartenenti alla stessa area contrattuale. Lo stipendio tabellare e la parte fissa della retribuzione di posizione sono stati allineati da tempo, mentre permane un divario considerevole nella parte variabile della retribuzione di posizione e nella retribuzione di risultato. Secondo le nostre elaborazioni, considerando gli incrementi del Ccnl 2022-2024, la retribuzione media dei dirigenti scolastici nel 2024/25 si collocava intorno ai 90.000 euro lordi annui. Guadagniamo dunque meno dei dirigenti di seconda fascia dell’Ispra, la cui retribuzione media nel 2024 era di circa 104.000 euro, e molto meno dei colleghi del Cnr, per i quali i dati pubblici consentono una stima approssimativa intorno ai 130.000 euro. E si potrebbe continuare con le dirigenze degli altri enti di ricerca e delle università: tutte appartenenti alla stessa area contrattuale e tutte decisamente meglio retribuite dei dirigenti scolastici. Pur con i limiti di comparabilità delle singole elaborazioni, l’ordine di grandezza delle differenze è eloquente.

Eppure, i dirigenti scolastici rispondono della sicurezza, gestiscono personale e risorse finanziarie e assicurano il funzionamento di istituzioni autonome sempre più complesse, con responsabilità che incidono direttamente sulla qualità dell’istruzione. L’Anp rivendica da anni il superamento di questa disparità attraverso un incremento strutturale del Fondo unico nazionale. Ma siamo altrettanto convinti che occorra migliorare le retribuzioni di tutto il personale scolastico, dai docenti ai Dsga e agli Ata, perché la scarsa attrattività economica di queste professioni rappresenta un problema per l’intero Paese. Non intendiamo alimentare contrapposizioni tra dirigenti e docenti. Svolgono funzioni differenti e assumono responsabilità diverse. Soprattutto, lo stipendio di un insegnante non aumenta di un euro se si riduce quello di un dirigente scolastico. La prossima legge di bilancio sarà un banco di prova importante. Investire stabilmente nelle retribuzioni di chi lavora nella scuola significa riconoscere il valore strategico dell’istruzione per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia”.

I dati

Mentre i dirigenti superano anche gli Stati Uniti con 118.362 dollari di paga minima e 130.702 dollari di massima, i docenti ricevono uno stipendio inziale di 43mila dollari e solo dopo 35 anni di servizio possono arrivare a superare i 64mila. La media è ben lontana, ovvero 49.577 dollari di partenza e 85.043 di arrivo.

Il ministro Valditara, che ricorda sempre di aver firmato tre contratti durante la sua legislatura, ha confermato che ci sono le risorse per la prossima contrattuale 2028/30. Per i dirigenti scolastici invece è avviato il percorso per l’equiparazione degli stipendi con quelli dei dirigenti di seconda fascia delle altre pubbliche amministrazioni. C’è poi l’incremento del Fun (Fondo unico nazionale della dirigenza scolastica), passato da 247 milioni (nel 2021/22) a 292 milioni (nel 2025/26). A innalzare la retribuzione complessiva 9 milioni che fanno ricevere 669 euro in più a testa ai 7.471 presidi.

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