Tensioni a Potenza nel corso della Giornata della Memoria ieri, 27 gennaio: uno studente di un liceo è stato fatto allontanare dal teatro Stabile durante le celebrazioni dopo che ha fatto sventolare una kefiah. A denunciarlo, la Rete dagli Studenti Medi e le associazioni Osa e Potenza Basilicata Pride. Lo riporta La Repubblica.
Secondo il racconto dei compagni dello studente, il giovane sarebbe stato “trascinato” fuori dal palchetto nei corridoi da agenti della Digos e della polizia e “ammonito per il fatto che non fosse il luogo o il contesto adatto”, in quanto “quel simbolo non c’entrava nulla e che qualcuno avrebbe potuto sentirsi offeso” .
Lo studente sarebbe stato poi “identificato verbalmente dalle forze dell’ordine, con una notevole pressione psicologica”. Un episodio simile sarebbe avvenuto anche in un altro liceo, dove il dirigente scolastico avrebbe impedito a un gruppo di studenti di manifestare nel cortile dell’istituto “contro l’imperialismo, il sionismo e contro tutti i genocidi, tra cui quello in Palestina”.
Solidarietà agli studenti e parole di condanna contro gli episodi denunciati sono arrivate dalle associazioni Libera, Articolo 2, Anpi, Comitato della Pace, Gruppo Scout Agesci. “Non è una provocazione oggi – scrivono le associazioni in una nota – sventolare la kefiah o la bandiera della Palestina. Non è una provocazione organizzare un presidio nel cortile della scuola per onorare la ricorrenza della Giornata della memoria e attualizzare la riflessione, esprimendosi contro l’imperialismo e il sionismo dilagante e schierandosi apertamente contro tutti i genocidi oggi invisibilizzati, tra cui quello in Palestina. Non saremo certo noi a puntare il dito su quel simbolo ritenuto, evidentemente, inopportuno da alcuni, che dalla platea si erano sentiti forse provocati. Noi riteniamo, invece, che quel gesto sia stato un atto di libertà, in nome di tutte le vittime, di tutti gli olocausti. Un simbolo, che oggi è la bandiera di tutte le bandiere, e che nel gesto di un giovane ha rappresentato una piccola, gentile, rivolta, che ha tutto il senso del restare umani a cui ci invitava Vittorio Arrigoni. Ci sarebbe piaciuto se quel gesto fosse stato colto dagli adulti presenti nel teatro”.
Le associazioni auspicano poi “una scuola che si costituisca come spazio democratico dove si insegni la democrazia praticando la democrazia. È questo il modello di scuola e di società che i ragazzi ci stanno chiedendo e a cui tutti, ciascuno per la propria parte, dovremmo dare risposta”.
Anche la Cgil di Potenza ha espresso vicinanza allo studente, condannando “fortemente ogni forma di repressione, difendendo il diritto a manifestare pacificamente. Al di là della dinamica dei fatti – ha detto il segretario generale Vincenzo Esposito – riteniamo grave che ci sia trovati a discutere e rilevare degli elementi di criticità e di presunta inconciliabilità simbolica tra una istanza legata al genocidio attuale e la storia tragica della nostra Europa”.