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Aggiornato il 13.08.2025
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Giornata internazionale dei mancini, ma davvero chi usa la mano sinistra è più creativo dei destrimani?

Sono da sempre stati una minoranza, in qualsiasi nazione ed etnia. Ovunque nel mondo, i mancini sono appena il 10% della popolazione mondiale.

E come spesso capita alle minoranze, sono stati oggetto di ‘persecuzioni’. Chi ha frequentato le elementari negli anni Sessanta – ma anche nei primi anni Settanta non si scherzava – ricorda benissimo che le maestre, in particolar modo negli istituti religiosi, obbligavano i malcapitati piccoli allievi mancini a scrivere con la destra. La sinistra era la mano del diavolo, si pensava a quel tempo. Come ricordato da IlSole24Ore, sono molti, nelle scritture vetero e neotestamentarie i riferimenti alla destra come unica posizione strettamente legata al bene e a Dio in prima persona. Ma non solo la religione cattolica, anche l’Islam, come si può leggere nel Corano, ritiene la mano sinistra impura.

Molti adulti di oggi continuano a essere mancini in tutte le loro attività tranne che nella scrittura, perché, appunto, ‘torturati’ da piccoli.

Come recentemente ricordato dal quotidiano Avvenire, l’essere mancini è stato a lungo considerato negativamente. Non a caso “sinistro” è aggettivo che significa lugubre, inquietante e la parola latina “mancus” da cui origina mancino significa imperfetto, difettoso. Anche una certa, presunta, scienza, ha aggiunto altri pregiudizi a quelli già esistenti: considerati inferiori mentalmente, nonché più propensi alla demenza e alla dislessia rispetto ai destrimani, i mancini erano malvisti anche da Cesare Lombroso (1835-1909), uno dei padri della criminologia, che li riteneva in possesso di una certa propensione alla delinquenza.

Proprio per sfatare i falsi miti di cui sopra, il 13 agosto è da più di trent’anni la Giornata internazionale dei mancini. A istituirla, nel Regno Unito 1992, il Left-handers club che così scrive sul suo sito: il 13 agosto è un’occasione per dire alla tua famiglia e ai tuoi amici quanto sei orgoglioso di essere mancino e anche per aumentare la consapevolezza dei problemi quotidiani che i mancini devono affrontare poiché viviamo in un mondo progettato per i destrimani.

Il cambio di prospettiva e orientamento – continua Avvenire – può essere datato negli anni 70 del secolo scorso quando, grazie a una serie di ricerche scientifiche molti cliché sui mancini sono stati abbattuti e ha cominciato a farsi largo la convinzione che i mancini abbiano abilità specifiche che in taluni campi li avvantaggiano: nello sport, ad esempio, avrebbero una marcia in più nelle discipline che richiedono grande reattività come il tennis tavolo e il baseball mentre nella pallanuoto e nella pallamano sono facilitati nel tirare in porta dal lato destro. Anche nelle gare di lotta, i mancini possono puntare maggiormente sull’effetto sorpresa. Inoltre, secondo un pluricitato studio dell’Università di Toledo i mancini godrebbero di una migliore memoria episodica, quella che immagazzina eventi della vita quotidiana. Un’altra indagine li vuole eccellenti nell’arte oratoria, il tutto per via di una maggiore connessione tra gli emisferi cerebrali.

Ma attenzione a non credere nell’aneddotica che, al contrario, descrive i mancini come più creativi dei destrimani: nell’immaginario collettivo, infatti, chi scrive con la mano sinistra è un creativo, ma questa credenza è supportata dalla scienza? Nel suo numero di luglio scorso, Focus delude i mancini di tutto il mondo citando, al riguardo, uno studio pubblicato su Psychonomic Bulletin & Review che ha rivisto quasi 1.000 studi condotti dal 1900 a oggi. La risposta è no: l’idea che i mancini siano più creativi dei destrimani è scientificamente infondata.

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