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10.10.2026

Giornata mondiale della salute mentale, l’allarme sui giovani: “Bisogna intervenire prima della tragedia”

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, un appuntamento che ogni anno richiama l’attenzione su un tema sempre più presente anche tra i giovani. Ma accendere i riflettori per una sola giornata, secondo Eliana Chiavetta, presidente dell’Associazione Amici di San Patrignano Sicilia, non è sufficiente. Occorre intervenire prima che il disagio si trasformi in una situazione drammatica, rafforzando i servizi e sostenendo le famiglie.

“La salute mentale è sempre più a rischio”

“Come tutte le giornate che si celebrano servono ad accendere riflettori e puntare l’attenzione su argomenti importanti ma ciò è solo una parte e non basta”, sottolinea Chiavetta. La presidente evidenzia come la salute mentale sia sempre più al centro di situazioni che coinvolgono anche i giovanissimi. I fatti di cronaca, osserva, mostrano talvolta situazioni drammatiche nelle quali sono coinvolte persone già seguite dai servizi di salute mentale o con problemi psichici.

Da qui la necessità, secondo Chiavetta, di interrogarsi sull’efficacia delle risposte messe in campo e sulla capacità di superare stigma e pregiudizi. Tra questi, indica anche l’errata sovrapposizione tra disabilità psichica e disabilità intellettiva. “Non è così”, afferma, sottolineando la sofferenza di chi vive una condizione di disagio e, nello stesso tempo, si percepisce diverso e non compreso.

“La diagnosi corretta fa la differenza”

Un altro elemento indicato dalla presidente riguarda il rapporto tra salute mentale e dipendenze. “Dal nostro osservatorio abbiamo spesso a che fare con persone la cui salute mentale può essere causa o conseguenza dell’uso di sostanze stupefacenti dove il confine è sottile e facilmente valicabile”, spiega Chiavetta.

A pagare il prezzo delle difficoltà sono anche le famiglie, che possono trovarsi sole davanti a situazioni complesse e senza sapere come affrontarle. Per questo, sostiene la presidente, diventa fondamentale arrivare a una diagnosi corretta, attraverso centri specializzati e servizi adeguatamente potenziati.

Il tema riguarda anche il mondo della scuola. La Tecnica della Scuola ha più volte raccontato la crescita del disagio psicologico tra gli studenti e le difficoltà nell’accesso a un supporto adeguato. Un’indagine ha evidenziato, tra gli studenti coinvolti, sentimenti di solitudine e difficoltà nella gestione delle emozioni, mentre il 55% dichiarava di avere bisogno di supporto psicologico. Un altro approfondimento ha sottolineato la necessità di una presenza più stabile di professionisti nelle scuole, proprio per intercettare precocemente le situazioni di disagio.

“Basta girare la testa o far finta che il problema non esista”, conclude Chiavetta. “C’è bisogno di dare voce a questo popolo silente non quando avviene la tragedia ma per evitare che questa accada”.

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