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18.03.2026

Giornata mondiale vittime Covid, anni bui: banchi a rotelle, mascherine, Dad, le misure che hanno cambiato la scuola

Oggi, 18 marzo, è la Giornata Mondiale delle vittime del Covid-19. Sei anni fa, in questi giorni, l’Italia è piombata in uno dei periodi più bui della storia recente. Impossibile non ricordare gli annunci dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dalle zone rosse al definitivo lockdown che è durato da marzo a maggio 2020.

Mascherine, distanziamento, Coronavirus, prossimi congiunti, affetti stabili: tutte parole che sono entrate nel vocabolario comune. Ma nessuna parola riuscirà mai a restituire l’angoscia di quei giorni che hanno segnato tutti, con gravi conseguenze nella quotidianità di qualunque persona e ripercussioni nella vita personale, nelle carriere lavorative.

La scuola, inutile dirlo, ne è uscita cambiata: durante il lockdown è stata attivata la Didattica a Distanza (Dad), con i docenti che hanno provato, oltre a “portare avanti il programma”, a mantenere il rapporto con gli studenti, supportandoli anche oltre l’orario delle lezioni in un momento difficile.

Poi, nel settembre 2020, si è tornati tra i banchi con enormi difficoltà: la ministra dell’Istruzione di allora, Lucia Azzolina, ha avanzato l’idea di usare banchi a rotelle per il distanziamento. Questa proposta le è costata cara, diventando l’argomentazione preferita dei suoi detrattori.

All’inizio del 2021 sono stati somministrati al personale della scuola i primi vaccini contro il Covid, visti con sospetto tra gli insegnanti, soprattutto dopo alcuni decessi sospetti. Poi, ancora, ingressi scaglionati, il Green Pass, la seconda dose. Lo stato d’emergenza è cessato solo nell’aprile del 2022: si può dire che il ritorno alla didattica, come la conoscevamo prima del Covid, si è avuto solo nel settembre 2023, tre anni dopo lo scoppio della pandemia.

Il tempo è passato, il periodo Covid è stato superato, ma ci sono strascichi forse meno tangibili che la scuola si porta dietro ancora oggi: dai cali di attenzione, alla salute mentale compromessa fino al calo di rendimento e competenze.

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