Breaking News
Aggiornato il 09.02.2026
alle 18:20

Dress code a scuola, boom di circolari e divieti anche per docenti. Basili (Gilda): “Sono illegittime, nel Ccnl nessuna regola”

Laura Bombaci

La scuola è un ambiente che richiede un certo decoro, e chiunque vi acceda, che siano studenti, docenti o genitori, deve usare un abbigliamento adatto: così si possono riassumere le tantissime circolari che in questi giorni molte scuole stanno emanando.

Bisogna dire innanzitutto che non c’è una regola generale che valga per ogni istituto: per questo ogni scuola, nella sua autonomia, ha “fatto da sè”.

Va ricordato anche che queste circolari non raccontano molto di nuovo: già nel 2023 la questione è stata sollevata dalla circolare di una scuola di Reggio Emilia che vieta canotte, pantaloncini, abiti succinti e minigonne.

I casi sono stati molti: qualche mese fa, per fare un esempio, due studenti di un istituto superiore sono stati buttati fuori da scuola perché indossavano pantaloncini. In un istituto del milanese nel 2024 una ragazzina di undici anni, che si è presentata in classe con dei pantaloncini da basket, è stata richiamata.

Dress code, viaggio nelle circolari più dettagliate

Le circolari si differenziano, anche se nella sostanza l’obiettivo è lo stesso. In alcune c’è una vera e propria lista di indumenti vietati; in altre il divieto viene esplicitamente esteso al personale della scuola. In altre ancora vengono illustrate le sanzioni contro chi trasgredisce.

In un liceo di Roma, il Cannizzaro, spiega che “non sono ammesse scritte, simboli o immagini offensive, discriminatorie o non rispettose della dignità delle persone” negli abiti. Al liceo Cutelli di Catania si parla di divieto anche per il personale della scuola.

Al liceo Leonardo Da Vinci di Floridia, nel siracusano, si vietano “abiti che evochino tenute estive, o anche balneari, del tutto fuori posto in un contesto scolastico: pantaloncini corti, bermuda sopra il ginocchio, canottiere, ciabatte, abbigliamenti da spiaggia e simili”.

Al Cesare Balbo di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, sono al bando “maglie e abiti troppo succinti o stracciati, shorts, canotte, cappelli o cappucci, occhiali da sole”.

Non solo istituti superiori: all’Istituto Comprensivo Statale Siano – Brancigliano di Siano, nel salernitano, si parla addirittura della possibilità di indossare divise, anche per evitare discriminazioni che possano sfociare in bullismo.

All’Istituto Superiore Calvino – D’Amico di Trapani chi trasgredisce le regole sul dress code riceve una ammonizione scritta che ha conseguenze sul voto in condotta.

In altre scuole sono ammessi pantaloni solo lunghi; all’istituto superiore Newton di Varese no ad abiti attillati o trasparenti, sporchi, cappucci e cappelli e anche unghie a stiletto di lunghezza superiore di 0,5 centimetri.

Cosa sono tenuti a fare i docenti?

I docenti sono tenuti a dare l’esempio, certo. Ma in molti casi si parla di divieto esteso anche a loro, senza dare per scontato che il personale scolastico si vesta, autonomamente, in modo decoroso. Esistendo il divieto dovrebbero esserci anche sanzioni? Cosa succede se un docente si veste con abiti succinti e non ammessi a scuola? Esiste un regolamento o una dicitura particolare nel CCNL scuola?

Lo abbiamo chiesto a Patrizia Basili, dirigente nazionale Gilda degli Insegnanti, che ci ha fornito una panoramica della normativa in merito. “Il CCNL non regolamenta in alcun modo l’abbigliamento dei docenti, anzi l’art. 40 afferma che ‘La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei docenti‘.

“L’art. 54 del Testo Unico sul Pubblico Impiego rinvia ad un Codice di Comportamento emanato dal Governo e ne elenca come finalità la qualità dei servizi, la prevenzione della corruzione, il rispetto dei doveri di diligenza, lealtà, imparzialità e di esclusività: nessun accenno all’abbigliamento. Tale Codice di Comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, emanato con il DPR 62/2013, all’art. 3 prescrive che ‘il dipendente evita comportamenti che possano nuocere all’immagine della pubblica amministrazione’: questa è l’unica norma cui potrebbe genericamente essere ricondotto un canone sull’abbigliamento degli insegnanti”, ha spiegato.

L’esperta parla di vuoto normativo: “Tuttavia, per le professioni la cui indipendenza è tutelata dalla Costituzione, sempre l’art. 54 del Testo Unico sul Pubblico Impiego rinvia invece ad un Codice Etico, la cui emanazione è demandata alle associazioni di categoria ovvero all’organo di autogoverno. Emerge allora un vuoto istituzionale che la Gilda degli Insegnanti lamenta da tempo: la necessità di un Consiglio Superiore della Docenza, un organo di autogoverno che garantisca l’autonomia culturale e professionale degli insegnanti, come stabilita dalla Costituzione”.

“In definitiva, in mancanza di un Codice Etico e di una specifica previsione nel Codice di Comportamento, certamente non sono ammissibili prescrizioni sull’abbigliamento degli insegnanti, contenute in circolari dei Dirigenti Scolastici che sono del tutto unilaterali, arbitrarie ed illegittime: delle quali tuttavia abbiamo talvolta notizia, dando conto del clima autoritario e vessatorio che si respira in alcune scuole”, ha concluso Basili.

Dress code docenti: le circolari sono legittime?

Abbiamo chiesto il parere di Cristina Costarelli, dirigente scolastica del liceo Newton di Roma e presidente Anp Lazio, sindacato dei dirigenti scolastici. Ecco la sua opinione: “Non esiste un codice etico o un regolamento normativo superiore. Definire queste circolari illegittime è una parola grossa, in fondo vanno a dare delle indicazioni generiche. Non ho letto di sanzioni: la debolezza di queste circolari è che possiamo dire di non venire vestiti in un certo modo ma poi che si fa? Non li facciamo entrare? Queste circolari sono deboli, rischiano di essere mal interpretate”.

“Si tratta di indicazioni di massima, non di divieti. Diventerebbe illegittima se dicessimo ‘se vieni in pantaloncini non ti faccio entrare a scuola’. Certamente manca un codice etico più ampio, anche se un codice etico o deontologico farebbe riferimento ad un’area diversa, di valori. Qui siamo sul limite del buon senso”, ha concluso.

VAI AL FOCUS: Dress code a scuola, divieti per studenti ma anche docenti: cosa è cambiato?

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate