Il turismo scolastico continua a rappresentare una componente centrale dell’attività didattica. Nel 2025-2026 il 99% degli istituti italiani ha organizzato almeno un’uscita o un viaggio d’istruzione, il 75% ha proposto entrambe le tipologie di esperienza, mentre il 22% ha realizzato esclusivamente uscite di una giornata. Dati che testimoniano la crescente diffusione di queste attività a fronte, però, di una maggiore selettività nel modo in cui vengono progettate.
Qualità educativa, inclusione, sostenibilità, sicurezza e semplicità organizzativa orientano sempre più le valutazioni di docenti e dirigenti scolastici. È quanto emerge dall’“Indagine sulle scelte dei docenti per il turismo scolastico e la didattica”, promossa da Didatour in collaborazione con il Centro Studi de La Fabbrica. Per avere un quadro esaustivo delle esigenze espresse dai diversi livelli scolastici, la ricerca ha coinvolto docenti di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia e, per la prima volta, ha incluso anche la scuola dell’infanzia, che sta diventando un player sempre più importante del turismo scolastico.
La meta resta importante, ma non è più sufficiente. Nella valutazione delle proposte assumono un peso crescente laboratori, attività esperienziali, percorsi interdisciplinari e iniziative capaci di integrarsi con la programmazione. La priorità è individuare occasioni che proseguano il lavoro svolto in classe, stimolino la partecipazione e trasformino il viaggio in un’esperienza concreta di apprendimento.
Le esigenze cambiano anche in funzione dell’età degli studenti. Nella scuola dell’infanzia e nella primaria prevalgono le attività in giornata, i laboratori e le proposte facilmente accessibili dal punto di vista organizzativo. Nelle secondarie di secondo grado acquistano maggiore rilievo le visite aziendali e le iniziative dedicate all’orientamento, sempre più integrate nel percorso formativo del triennio e nel rapporto con il mondo del lavoro.
“Complessivamente le analisi Didatour confermano un’evoluzione nel modo in cui le scuole progettano le uscite didattiche: il viaggio d’istruzione è sempre più considerato parte integrante del percorso formativo e viene scelto in funzione della sua capacità di favorire apprendimento, partecipazione e inclusione, senza perdere di vista la sostenibilità economica per le famiglie”, commenta Angela Mencarelli, amministratrice delegata de La Fabbrica Società Benefit di Spaggiari.
L’inclusione entra sempre più concretamente nei processi decisionali. Docenti e dirigenti valutano la disponibilità di attività adattabili agli studenti BES o con disabilità, prestando attenzione anche all’accessibilità sensoriale, linguistica e alimentare. La possibilità di coinvolgere l’intero gruppo classe diventa così un requisito essenziale nelle valutazioni delle scuole.
La ricerca evidenzia anche la necessità di trovare un equilibrio tra valore formativo e sostenibilità economica dell’offerta. L’88% dei docenti indica l’aumento dei costi come il principale ostacolo all’organizzazione dei viaggi. Per i soggiorni di più giorni, il 56,3% degli istituti mantiene un budget entro i 300 euro per studente, mentre una quota più contenuta supera i 500 euro. Nelle attività in giornata, quasi un docente su due segnala invece una spesa di circa 20 euro per alunno per le sole attività, esclusi i trasporti. Un quadro che riflette l’attenzione delle scuole nel costruire proposte didatticamente efficaci senza trascurare l’impatto economico sulle famiglie.
A incidere sulla progettazione sono anche il peso degli adempimenti burocratici e la difficoltà di reperire accompagnatori. Cresce quindi la richiesta di proposte chiare, affidabili e semplici da gestire, capaci di ridurre il carico organizzativo per docenti e dirigenti scolastici, senza compromettere la qualità dell’esperienza.
Dall’indagine si delinea un cambiamento anche della geografia del turismo scolastico. Napoli si conferma la destinazione italiana più richiesta, Roma occupa il secondo posto, Milano sale al terzo e Torino entra tra le città che suscitano maggiore interesse. L’estero resta una scelta più selettiva e si concentra soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado, privilegiando Spagna, Francia e Germania. Parallelamente cresce l’interesse per itinerari meno tradizionali: circa un docente su quattro dichiara di aver scelto mete alternative, premiando proposte coerenti con gli obiettivi formativi, facilmente raggiungibili e capaci di offrire attività originali e laboratoriali.
I risultati dell’indagine arrivano in concomitanza con l’avvio della programmazione delle attività per il prossimo anno scolastico: il 16% degli istituti inizia infatti a pianificare uscite e viaggi già nei mesi estivi, mentre oltre due terzi concentra le scelte tra settembre e ottobre.
Didatour è il punto di riferimento per tutte le realtà che vogliono attivare progetti per promuoversi come destinazione di gite e viaggi d’istruzione e/o fornitori di prodotti e servizi alle scuole. Inoltre, supporta il mondo della cultura e del turismo nel comunicare in modo diretto ed efficace con il contesto scolastico, trasmettendo il valore dell’offerta. Didatour è un brand di La Fabbrica – Società Benefit, agenzia di comunicazione educativa di Spaggiari, leader nelle tecnologie per la digitalizzazione della scuola.
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