Home Alunni Giugno andiam… è tempo di scrutini

Giugno andiam… è tempo di scrutini

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Anche i presidi? Anche i presidi, per la loro diretta responsabilità nell’assegnazione dei docenti alle varie classi. Valutando, insomma, si è tutti valutati.

L’assegnazione di un voto, in più, non può essere ridotta a mero calcolo algebrico di alcune prestazioni o performance. La valutazione dice di più: implica aspetti che non possono essere confusi con i risultati su questa o quella materia. In gioco vi è, in poche prole, la maturazione di personalità, quella dei giovani d’oggi, che non sempre si trovano a proprio agio con le tante indicazioni e distrazioni del vivere odierno.

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Se i giovani, dunque, vanno spronati, stimolati, spinti perché intendano la crescita matura come incontro consapevole della libertà con la responsabilità, dall’altro sappiamo che, in molti casi, mancano di solide famiglie alle spalle, cioè adulti significativi che siano punti reali di riferimento.

Che cosa può fare la scuola? Tenere sempre a mente che ogni atto scolastico, compresi i voti, implica uno sfondo educativo.

Attraverso la valutazione, dunque, si esprimono giudizi sui percorsi conoscitivi, ma, in primis, sulla crescita formativa. Ma se ad essere valutati sono anche i valutatori, ad essere in gioco vi è anzitutto la capacità dei docenti e dei presidi di essere, per i ragazzi, dei veri maestri, cioè persone adulte che li sappiano entusiasmare, che comunichino passione come anche senso del sacrificio. Sono aspetti centrali della vita della scuola e del rapporto tra scuola e famiglie.

Durante gli scrutini si assegnano dunque i voti nelle varie materie, ma anche i voti di condotta.

Il voto di condotta, per i motivi appena indicati, non potrà più essere assegnato con leggerezza, come il voto in una materia non potrà più essere usato come forma più o meno esplicita di controllo sugli studenti.