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14.09.2025

Giuseppe Fava, cent’anni di memoria e impegno: “L’ultima fila”, il documentario in TV che racconta la sua storia

Il 15 settembre La7 trasmetterà in prima TV L’ultima fila, storia di Pippo Fava, un documentario che celebra il giornalista e intellettuale catanese a cento anni dalla sua nascita e a oltre quarant’anni dal suo assassinio per mano della mafia. L’opera, firmata da Emanuela Ranucci e Maria Carla Virzì e prodotta da Loom Production, non è solo un racconto biografico, ma un viaggio emotivo e civile tra memoria e attualità.

Giuseppe Fava fu ucciso il 5 gennaio 1984 davanti al Teatro Stabile di Catania, mentre la nipotina di sei anni recitava in scena e lo attendeva all’uscita. Proprio quella nipote, Francesca Andreozzi, oggi presidente della Fondazione Fava, è la voce narrante del film. Attraverso i suoi ricordi e le testimonianze di giornalisti come Michele Gambino e Antonio Roccuzzo, il documentario ricostruisce i giorni che precedettero l’omicidio, le tensioni con le istituzioni, i depistaggi e i tentativi di ridurre il delitto a un “affare passionale”.

Fondamentale il contributo dell’avvocata Adriana Laudani, parte civile nel processo contro il boss Nitto Santapaola e i suoi uomini, e del procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, che lega le intuizioni di Fava alle dinamiche mafiose odierne, chiarendo cosa è cambiato e cosa resta immutato nei rapporti tra criminalità organizzata, politica ed economia.

Ad arricchire il racconto, materiali d’archivio inediti messi a disposizione dalla Fondazione Fava e stralci straordinari dei discorsi pubblici del giornalista, autentiche massime dell’impegno civile. La colonna sonora, curata da Tsck Records, alterna atmosfere rock ed evocative, restituendo tutta la forza e la vitalità di un intellettuale che continua a parlare al presente.

In contemporanea alla messa in onda televisiva, il documentario sarà presentato in anteprima al Teatro del Lido di Ostia e alla GAM di Catania. Un doppio appuntamento che ribadisce come la lezione di Pippo Fava non appartenga al passato, ma resti un’eredità viva, capace di ispirare nuove generazioni nella lotta per la verità e la giustizia.

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