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Giuseppe Tornatore: “tornerei immediatamente a scuola”

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Incontro Giuseppe Tornatore nell’Aula magna dell’Università di Messina per il conferimento del dottorato di ricerca honoris causa in scienze storiche, archeologiche e filologiche.

E gli chiedo subito un ricordo di scuola e la sua opinione sulla riforma della scuola, ma su questo argomento preferisce non esprimersi.

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 “Se avessi il privilegio di tornare indietro nel tempo, lo farei immediatemente”- afferma il grande Maestro – “perché per me sono stati anni meravigliosi”.

“Sono grato ai miei professori, sia con quelli con cui andavo d’accordo, sia con quelli con cui avevo un rapporto conflittuale”, continua Tornatore.

“Mi dispiace aver lasciato perdere il percorso universitario, perché la scuola è importantissima ed oggi con i nuovi mezzi lo è ancora di più. La scuola si sta trasformando e dà sempre il massimo, soprattutto nella formazione dei giovani, della nuova classe dirigente”, conclude il regista.

Dopo, il conferimento del dottorato, la sua lectio magistralis non è un sapiente trattato sul mestiere di regista bensì un racconto della sua vita, dei tanti problemi legati al suo lavoro e alla difficoltà di creare e poi dare alla luce un film.

 

 

Parte dalla scrittura e dai suoi legami con le immagini, iniziando dal cinema muto dove la scrittura è fondamentale per la comprensione del film, sino ad arrivare ai nostri giorni dove la presentazione del soggetto e la relativa sceneggiatura sono ancora importantissimi per poter far comprendere ai produttori ciò che si accingono a finanziare.

La scrittura è, e rimane, dunque, di grande importanza, ma il suo ruolo è già cambiato.

“Pubblicare un libro, prima privilegio di pochi, oggi è possibile a tutti grazie al web” afferma Tornatore, “ma in futuro, grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile anche girare un film, senza alzarsi dalla propria scrivania”.

“I registi non andranno più in giro portando centinaia di fogli”, aggiunge il grande maestro, “bensì mostrando ciò che è stato già creato e quasi pronto all’uso”.

Intervista sulla scuola

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