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Aggiornato il 02.07.2018
alle 09:55

Giusta l’eliminazione della chiamata diretta: non valorizzava il merito

La lettera “Addio chiamata diretta, tornano i prof scelti a caso: morti merito e autonomia”, che denuncia la sepoltura della meritocrazia e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche tratteggia una realtà del tutto diversa da quella che è stata vissuta dai docenti quotidianamente.

La chiamata diretta aveva sancito la “morte” della trasparenza ed è stata uno del più colossali obbrobri contenuti nella legge della “Buona Scuola”. In alcune scuole la chiamata diretta veniva effettuata non solo sulla base dei curriculum presentati dai docenti, ma anche sulla base delle caratteristiche fisiche dei docenti con acclusi i video.

Poteva, in siffatto modo, essere credibile la chiamata diretta fatta sulla scorta di foto, video, filmati in cui non si mettevano in evidenza le competenze professionali dei docenti, ma tutt’altro. Eliminarla dalla legge 107 è stata un’operazione equa e giusta perché la chiamata diretta non certificava il merito dei docenti (l’Italia non è un Paese meritocratico), ma serviva per compiere operazioni di sottobosco.

Mario Bocola

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