Home I lettori ci scrivono Gli insegnanti non perderanno mai la dignità

Gli insegnanti non perderanno mai la dignità

CONDIVIDI

Sicuramente il nostro caro e amato Presidente del Consiglio, che abbiamo visto come una speranza, dopo lo scempio dell’ultimo decennio, non sa che noi insegnanti abbiamo retto sulle nostre spalle la scuola pubblica italiana con una dedizione e spirito di volontariato unico.

Noi non siamo gli insegnanti del passato che svolgevano la lezione da dietro la cattedra in maniera asettica e valutavano con rigidità, perchè quello era il metodo: dare contenuti e valutare, ricevendo magari il plauso dalla società.

Icotea

Noi non possiamo svolgere, ormai da anni, la nostra attività alla vecchia maniera, ma siamo costretti ad alzarci dalla cattedra per stare insieme a loro, spesso per sostenerli perchè più fragili della passata generazione. Usiamo le nostre potenzialità umane e culturali, aggiornandoci in continuazione, ad esempio usiamo la tecnologia dove possibile per stimolarli e sollecitare la loro attenzione, ma tutto è frutto di passione e di auto aggiornamento per stare al passo con i tempi che cambiano velocemente.

Abbiamo capito da un pezzo che la società stava cambiando, anzi peggiorando. Forse i genitori non si rendono conto dei problemi dei loro giovani, pensano che viziandoli, già diano abbastanza. Ma molti ragazzi hanno alle loro spalle famiglie distrutte o inesistenti. La verità è che oggi sono poche le famiglie prive di problemi oppure sane che riescono ancora a trasmettere i veri valori. Insomma i nostri giovani soffrono e noi lo avvertiamo. Dietro quel malessere che li porta a non applicarsi ci sono motivazioni più grandi di loro che spesso diventa malessere fisico o frustrazione psicologica che li annienterà nel tempo.

Ecco noi, docenti sfruttati e sottopagati, abbiamo la capacità o l’intuito di diventare all’occorrenza psicologi, assistenti sociali, infermieri, pur di aiutare i ragazzi e far loro comprendere che la vita va affrontata con coraggio, ma soprattutto che non bisogna arrendersi mai. Nel contempo svolgiamo con grinta la nostra reale attività che amiamo perchè siamo convinti che l’istruzione sia la vera ricchezza di un essere umano, perchè lo rende un essere libero e pensante, ma anche speranzoso di inserirsi nell’ambito lavorativo con onestà e dignità.

Dalla scuola passa il futuro dei giovani e la ricchezza di una nazione.

Eppure, caro presidente, ci sottovalutate, infatti ci date un misero stipendio, già una famiglia monoreddito con lo stipendio di un insegnante è povera.

Abbiamo sopportato tutte le vostre strategie nel passato, volte sia a distruggere la scuola pubblica sia ad umiliare socialmente ed economicamente la nostra funzione di docenti.

Abbiamo capito che erano periodi di crisi e siamo stati zitti, nella speranza che le cose cambiassero, ma in Italia la crisi è eterna.

Insomma, adesso basta, la crisi non può essere solo nostra, assumetevi le vostre responsabilità, non toglieteci quel poco che ci è rimasto: la DIGNITA’, perchè di questo si tratta.

Non intendiamo più essere calpestati, rivogliamo tutti i nostri diritti, a cominciare dal rinnovo del contratto fino alla distruzione totale di questo DDL che è un delirio, uscito da una mente diabolica e contorta che stringe il collo della scuola pubblica per farla morire di soffocamento. Sappiate che può avanzare l’età ( con la legge Fornero vi augurate che moriremo in cattedra) ma vedendo il viso scoraggiato dei nostri giovani senza futuro, ci facciamo forza e torniamo giovani tra i giovani  e siamo pronti a lottare per noi e per l’intera società del futuro.