Torna in Italia la docente torinese di matematica e fisica portavoce del movimento Global Sumud Flottilla, in viaggio verso le coste di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia. La decisione arriva a poche ore dall’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva invitato gli attivisti alla prudenza. A esprimersi sulla vicenda, nelle stesse ore, era stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che nel corso di un’audizione al Parlamento aveva sottolineato la difficoltà a garantire la sicurezza delle persone imbarcate una volta uscite dalle acque internazionali. Gli appelli erano arrivati dopo che nelle scorse settimane la missione della Flottilla era stata oggetto di attacchi, anche con l’utilizzo di droni non identificati, fortunatamente senza nessuna vittima.
“Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona”, aveva detto Mattarella nel suo messaggio. “A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta – valore che si è espresso con ampia risonanza e significato – appare necessario preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza. Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza”.
“Abbiamo ricevuto la proposta da parte del presidente Mattarella di accettare la mediazione, per il bene nostro e la tutela della vita umana”, aveva detto poche ore fa la docente, in un video affidato ai social, prima di rientrare in Italia. “Ci è stato chiesto di deviare la nostra rotta e accettare la proposta di mediazione di portare gli aiuti a Cipro, e da lì, tramite le Nazioni Unite, il Patriarcato Latino di Gerusalemme e Governo italiano, farli arrivare a Gaza. Noi non possiamo accettare questa proposta. Israele sta commettendo un genocidio senza che alcuno dei nostri governi abbia avuto il coraggio di porre delle sanzioni, embargo sulle armi, interrotto i rapporto commerciali con esso. Noi non stiamo facendo nulla di male”, ha concluso la portavoce di Global Sumud Flottilla, “perché non dovremmo navigare in acque internazionali? Noi siamo pronti alle mediazioni, ma non cambiamo rotta”.