In questi giorni si parla molto della Global Sumud Flotilla, l’imbarcazione che ha l’obiettivo di arrivare a Gaza. A bordo la portavoce italiana, una torinese di 55 anni, è una insegnante di matematica e scienze in una scuola media di Torino.
Ecco cosa ha detto a Il Corriere della Sera: “Ho preso un’aspettativa non retribuita di qualche settimana e i colleghi hanno raccontato in classe quel che succede. Sono di ruolo da tre anni in questa scuola, tutti sanno perché non ci sono e devo dire che sono molto commossa perché ho ricevuto mail anche dalle famiglie, anche da chi ha finito l’anno scorso. Mi ringraziano, si congratulano, mi seguono”.
“Sento da parte della scuola un grande sostegno. Mi è arrivata una bellissima lettera firmata dai miei colleghi e da centinaia di docenti di Torino e del resto d’Italia a supporto di questa iniziativa. L’ho appena pubblicata sui social. Mi hanno scritto ‘grazie per il coraggio, la determinazione e la voce che porti anche a nome nostro'”, ha aggiunto.
“Le acque davanti alla striscia di Gaza sono per 12 miglia a sovranità palestinese. L’attracco non è possibile perché a Gaza non esiste più un porto. Quindi, se ci arriviamo, proveremo a scaricare le casse di aiuti umanitari tramite imbarcazioni più piccole. Ma già solo arrivare lì sarebbe per noi straordinario: vorrebbe dire che dopo di noi potrebbero arrivare altre barche, con ancora più aiuti, e si alzerebbe la pressione perché riaprano il valico di Rafah con l’Egitto dove sono bloccati i camion delle Nazioni Unite da mesi”, ha concluso.
“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”.