Sembra che davvero prima o poi tutti i nodi vengano pettine perché gli ultimi mesi dell’ “era Valditara” si preannunciano molto complicati non solo per il ministro dell’Istruzione ma per l’intero Governo.
Per quanto riguarda la scuola la vicenda della legge di bilancio sembra presa direttamente da un pièce dei teatro dell’assurdo: nella legge si parla di riduzione degli organici dei docenti, ma subito dopo le proteste di studenti e sindacati Valditara e Salvini dicono di non essere stati informati.
E ora il Ministro dell’Istruzione aggiunge anche che in Parlamento si farà di tutto per eliminare la misura e perlomeno per ridurla allo stretto necessario.
Stessa sorte potrebbe accadere alla norma sulla riduzione del 50% del prezzo dei libri digitali. Come era prevedibile gli editori hanno alzato la voce per protestare e così subito dopo il Ministro ha fatto sapere che non c’è nulla di definito, anche di questo si parlerà in Parlamento.
E che dire della misura sul tetto del 30% per gli alunni stranieri?
La Commissione europea, proprio in questi giorni ha detto che l’Italia non può introdurre norme ordinamentali contrarie alle leggi comunitarie e allo spirito europeo.
Che sulla scuola il Governo sia in difficoltà è dunque un fatto ormai acclarato e stupisce che le organizzazioni sindacali non riescano ad assumere iniziative veramente unitarie.
Il 30 ottobre hanno scioperato, con un buon risultato (si parla del 7-8%) i sindacati di base Cobas, Unicobas, Usb e Cub.
Per il 20 novembre è prevista la mobilitazione generale di Cgil e Usb (lo sciopero della Gilda nello stesso giorno riguarda scuola e università); mentre Cisl, Snals, Uil e Anief hanno in programma una manifestazione a Palazzo Vidoni, sede della Funzione Pubblica, per mercoledì 11.
Ma il giorno 16 in gran parte delle scuole il servizio potrebbe essere ridotto al minimo perché gli stessi 4 sindacati organizzano assemblee di 3 ore.
Insomma di fronte ad un Governo e un Ministero che – almeno sui problemi della scuola – appaiono un po’ in difficoltà i sindacati non riescono a proporre una azione unitaria.
Fra qualche giorno alla Camera inizierà il confronto ufficiale sulla legge di bilancio e quel punto si dovrebbe riuscire a capire meglio quali potrebbero essere gli scenari futuri anche perché, in tutta questa confusione, Governo e sindacati sono impegnati anche nel confronto per la chiusura del contratto del comparto scuola, università ricerca, i cui nodi da sciogliere riguardano solamente gli aspetti normativi, dal momento che gli aspetti economici sono di fatto già definiti da tempo.