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27.03.2026

GPS sostegno, il CSPI promuove la procedura straordinaria ma chiede correttivi. Critica la posizione nei confronti dei percorsi INDIRE

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nella seduta del 26 marzo 2026, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto relativo alla procedura straordinaria per l’assunzione dei docenti di sostegno, pur evidenziando alcune criticità che richiedono interventi mirati. Il documento, approvato all’unanimità il 26 marzo 2026, rappresenta un passaggio importante in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.

Una misura per stabilizzare i docenti di sostegno

Il parere si esprime sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione e del merito recante “Procedura straordinaria in attuazione dell’articolo 18-bis, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, come modificato dall’articolo 4, comma 1-quinquies, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante «Misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026», convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164”.

Lo scheda di decreto in questione nasce con l’obiettivo di dare attuazione alla norma transitoria che consente l’immissione in ruolo dei docenti specializzati inseriti nella prima fascia delle GPS sostegno.

La procedura prevede contratti a tempo determinato finalizzati all’assunzione definitiva, destinati a coprire i posti vacanti dopo le immissioni in ruolo ordinarie.

Il meccanismo punta a garantire continuità didattica e maggiore stabilità nelle scuole, soprattutto per gli studenti con disabilità, spesso penalizzati dall’alternanza di insegnanti.

Numeri e risultati: quasi 6 mila nomine

Nell’anno scolastico 2025/2026 la procedura ha prodotto 5.947 nomine a tempo determinato finalizzate al ruolo.

Un dato significativo che conferma, secondo il Consiglio, l’efficacia dello strumento nel rispondere alla carenza cronica di docenti di sostegno specializzati.

Per questo motivo, il CSPI auspica che la misura venga riproposta anche nei prossimi anni, accompagnata però da interventi strutturali sull’organico.

L’obiettivo: garantire inclusione e continuità

La stabilizzazione dei docenti di sostegno viene considerata una leva fondamentale per tutelare il diritto allo studio degli alunni con disabilità e migliorare la qualità dell’inclusione scolastica.

L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 potrebbe così contare su un numero più elevato di insegnanti già avviati verso il ruolo.

Le criticità: punteggi e percorsi formativi

Accanto alla valutazione favorevole, il CSPI segnala però alcune problematiche rilevanti.

In particolare, viene criticata l’attuale attribuzione dei punteggi nelle GPS, che non terrebbe conto delle differenze tra i diversi percorsi di specializzazione sul sostegno.

Secondo il Consiglio, l’equiparazione tra percorsi formativi eterogenei – per durata, qualità e carico didattico – rischia di penalizzare chi ha seguito itinerari universitari più complessi e strutturati.

Infatti, il CSPI, alla luce dell’inserimento in GPS dei docenti specializzati per il sostegno ai sensi degli artt. 6 e 7 del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71 (percorsi INDIRE per triennalisti e specializzati all’esero), rileva alcune criticità che richiedono un intervento puntuale e risolutivo, con la modifica delle tabelle dei punteggi previsti dall’O.M. n. 27 del 16 febbraio 2026.

Si legge nel parere: “Il punteggio attributo al titolo di specializzazione per l’inserimento in GPS, infatti, non rispecchia la disomogeneità di tali percorsi rispetto alla formazione prevista dal DM n. 249/2010 e successive modifiche (TFA sostegno), relativamente alla durata, ai carichi formativi, alle modalità di erogazione”.

Pur comprendendo l’esigenza di valorizzare l’esperienza maturata sul campo da molti docenti nel sostegno in qualità di supplenti, il CSPI evidenzia che i percorsi abbreviati non possono essere valutati allo stesso modo di quelli ordinari, pena una distorsione nelle graduatorie.

Tale uniformità di valutazione – scrive il CSPI – risulta penalizzante nei confronti di coloro che hanno scelto e completato un percorso formativo universitario più lungo e impegnativo e, proprio in virtù della maggior complessità, potrebbero avere un punteggio conclusivo inferiore e una posizione in graduatoria meno favorevole, con minore probabilità di assunzione, rispetto a chi ha seguito percorsi semplificati”.

Le proposte: modificare le tabelle di valutazione

Per superare queste criticità, il Consiglio chiede un intervento puntuale sulle tabelle di valutazione dei titoli, con una revisione dei punteggi che tenga conto della reale qualità e complessità dei percorsi formativi.

L’obiettivo è garantire equità tra i candidati e preservare il valore della formazione specialistica nel sostegno.

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