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20.09.2025

Gratteri: “L’educazione non è conseguenza dell’istruzione, è il contrario. Antimafia? Partire dalla scuola e formare i formatori”

Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, ha parlato ancora una volta di scuola, educazione ed istruzione. Il calabrese, il cui programma, Lezioni di mafie, ha da poco debuttato su La7, lo ha fatto ai microfoni de Il Corriere della Sera.

Ecco le sue parole: “C’è bisogno di educare le nuove generazioni, spiegando loro l’importanza di fare la scelta giusta, di seguire gli esempi positivi, di studiare, di comprendere che l’educazione non è conseguenza dell’istruzione, ma il contrario. L’istruzione può avvenire solo in presenza di educazione. Platone diceva: ‘La mente non si apre se prima non hai aperto il cuore'”.

“Serve una pedagogia dell’antimafia”

Gratteri ha parlato di un possibile antidoto per sconfiggere le mafie: “Servirebbero tante cose, a cominciare dalle scuole. Formare i formatori e promuovere una vera pedagogia dell’antimafia, come fa l’Università della Calabria, mostrando ai giovani la non convenienza a delinquere. Occorrono lavoro, diritti, servizi (in particolare sanitari) e opportunità. Ma soprattutto servono volontà e determinazione nel combatterla”.

Gratteri sull’uso dei social: “Una volta non si vedevano tanti ignoranti perché non potevano esibire la loro ignoranza, ora sì”

Gratteri, qualche giorno fa, intervenuto nell’ultima puntata di “In altre parole”, la trasmissione in onda su La7 a cura di Massimo Gramellini, ha espresso il suo punto di vista sull’influenza dei social network.

“I social hanno fatto emergere tutta l’ignoranza sociale, tutta l’ignoranza che c’è, che emerge – ha esordito il procuratore. Una volta non si vedevano tanti ignoranti, perché non potevano esibire la loro ignoranza. Oggi con i social la possono esibire, e quindi lo fanno volentieri e uno rimane sgomento e dice: ‘Mamma mia, come siamo rovinati, come siamo messi’.”

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