Le guerre uccidono non solo, tragicamente, le persone, ma anche il futuro di intere comunità. Nonostante i lentissimi passi diplomatici circa il conflitto in corso sul territorio ucraino, la situazione non sembra cambiare sul campo. Ogni giorno muoiono civili, militari e si dissolvono comunità centenarie stanziate sul territorio che reclamano il proprio diritto di esistere. Lo stato dei servizi, tra cui l’educazione, risulta particolarmente precario: gli ospedali faticano a fornire assistenza sanitaria di base, molti presidi medici sono distrutti o inagibili. Le scuole promuovono sì l’educazione a distanza, ma alcuni docenti sono stati inviati al fronte e la didattica è in pericolo in numerose aree del paese, con la continuità dell’erogazione delle rispettive offerte formative completamente assente. Si contano circa 3.400 presidi, scuole ed istituti distrutti: un bilancio drammatico non solo per la popolazione locale, ma per il futuro di intere comunità e generazioni che poggiano sul diritto allo studio e sull’educazione le loro reali e concrete possibilità di sviluppo per crescere, competere e, soprattutto, esistere.
Secondo l’organizzazione Save the Children e i dati ufficiali ucraini, la guerra ha avuto ripercussioni sull’istruzione di circa 5,5 milioni di giovani studenti, con circa 22 scuole distrutte o danneggiate ogni giorno. Un’indagine condotta dal governo ucraino nel giugno 2022 ha stimato che 5,7 milioni di bambini in età scolare tra i 3 e i 18 anni sono stati interessati direttamente dalla guerra e che 2,8 milioni di loro sono stati sfollati altrove, lontano da casa. Già all’inizio dell’aprile 2022, è stato riferito che almeno 869 strutture scolastiche, pari a circa il 6% delle strutture totali presenti sul territorio ucraino, erano state danneggiate, con circa 83 completamente distrutte e altre aule utilizzate come alloggi di emergenza per la popolazione sfollata. Inoltre, c’era una carenza di insegnanti, che era già stata motivo di preoccupazione prima del conflitto durante l’epoca pandemica; almeno il 65 % della classe docente ucraina era al tempo costituita da donne che, in caso di sfollamento, hanno interrotto la propria attività professionale per dedicarsi alle rispettive famiglie.
Quest’anno, con il protrarsi della guerra su vasta scala, oltre 340 strutture scolastiche in Ucraina sono state danneggiate o distrutte, interrompendo l’apprendimento dei giovani e privandoli del loro diritto all’istruzione. Questo porta il numero totale di scuole danneggiate o distrutte ad oltre 3.000 dall’escalation bellica nel febbraio 2022. Poiché si tratta solo di incidenti verificati dall’ONU, il numero reale è probabilmente più alto. “Le scuole devono essere luoghi protetti dove i bambini possano imparare in sicurezza, anche durante la guerra. In tempi di crisi, l’istruzione offre ai bambini un’ancora di salvezza e un senso di normalità”, ha affermato Munir Mammadzade, rappresentante dell’UNICEF in Ucraina. “Le scuole sono luoghi di apprendimento che sostengono anche lo sviluppo olistico dei bambini attraverso la socializzazione con i loro coetanei e insegnanti, oltre a consentire l’accesso ad altri servizi sociali”. Quest’anno scolastico, 4,6 milioni di bambini in Ucraina devono affrontare ostacoli all’istruzione, poiché continuano a frequentare la scuola per il quarto anno scolastico durante una guerra su vasta scala. I continui attacchi danneggiano o distruggono le scuole e minacciano la vita dei giovani e delle rispettive famiglie. Gli allarmi antiaerei interrompono le lezioni. Molte scuole, soprattutto nelle zone di frontiera, rimangono chiuse a causa delle ostilità o della mancanza di rifugi adeguati, costringendo quasi un milione di studenti ad apprendere online.