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Aggiornato il 05.12.2025
alle 10:48

Guerra Ucraina, in quattro anni oltre 3.000 scuole distrutte

Andrea Maggi

Le guerre uccidono non solo, tragicamente, le persone, ma anche il futuro di intere comunità. Nonostante i lentissimi passi diplomatici circa il conflitto in corso sul territorio ucraino, la situazione non sembra cambiare sul campo. Ogni giorno muoiono civili, militari e si dissolvono comunità centenarie stanziate sul territorio che reclamano il proprio diritto di esistere. Lo stato dei servizi, tra cui l’educazione, risulta particolarmente precario: gli ospedali faticano a fornire assistenza sanitaria di base, molti presidi medici sono distrutti o inagibili. Le scuole promuovono sì l’educazione a distanza, ma alcuni docenti sono stati inviati al fronte e la didattica è in pericolo in numerose aree del paese, con la continuità dell’erogazione delle rispettive offerte formative completamente assente. Si contano circa 3.400 presidi, scuole ed istituti distrutti: un bilancio drammatico non solo per la popolazione locale, ma per il futuro di intere comunità e generazioni che poggiano sul diritto allo studio e sull’educazione le loro reali e concrete possibilità di sviluppo per crescere, competere e, soprattutto, esistere.

Una situazione critica già dal 2022

Secondo l’organizzazione Save the Children e i dati ufficiali ucraini, la guerra ha avuto ripercussioni sull’istruzione di circa 5,5 milioni di giovani studenti, con circa 22 scuole distrutte o danneggiate ogni giorno. Un’indagine condotta dal governo ucraino nel giugno 2022 ha stimato che 5,7 milioni di bambini in età scolare tra i 3 e i 18 anni sono stati interessati direttamente dalla guerra e che 2,8 milioni di loro sono stati sfollati altrove, lontano da casa. Già all’inizio dell’aprile 2022, è stato riferito che almeno 869 strutture scolastiche, pari a circa il 6% delle strutture totali presenti sul territorio ucraino, erano state danneggiate, con circa 83 completamente distrutte e altre aule utilizzate come alloggi di emergenza per la popolazione sfollata. Inoltre, c’era una carenza di insegnanti, che era già stata motivo di preoccupazione prima del conflitto durante l’epoca pandemica; almeno il 65 % della classe docente ucraina era al tempo costituita da donne che, in caso di sfollamento, hanno interrotto la propria attività professionale per dedicarsi alle rispettive famiglie.

2025: un anno nero per la scuola

Quest’anno, con il protrarsi della guerra su vasta scala, oltre 340 strutture scolastiche in Ucraina sono state danneggiate o distrutte, interrompendo l’apprendimento dei giovani e privandoli del loro diritto all’istruzione. Questo porta il numero totale di scuole danneggiate o distrutte ad oltre 3.000 dall’escalation bellica nel febbraio 2022. Poiché si tratta solo di incidenti verificati dall’ONU, il numero reale è probabilmente più alto. “Le scuole devono essere luoghi protetti dove i bambini possano imparare in sicurezza, anche durante la guerra. In tempi di crisi, l’istruzione offre ai bambini un’ancora di salvezza e un senso di normalità”, ha affermato Munir Mammadzade, rappresentante dell’UNICEF in Ucraina. “Le scuole sono luoghi di apprendimento che sostengono anche lo sviluppo olistico dei bambini attraverso la socializzazione con i loro coetanei e insegnanti, oltre a consentire l’accesso ad altri servizi sociali”. Quest’anno scolastico, 4,6 milioni di bambini in Ucraina devono affrontare ostacoli all’istruzione, poiché continuano a frequentare la scuola per il quarto anno scolastico durante una guerra su vasta scala. I continui attacchi danneggiano o distruggono le scuole e minacciano la vita dei giovani e delle rispettive famiglie. Gli allarmi antiaerei interrompono le lezioni. Molte scuole, soprattutto nelle zone di frontiera, rimangono chiuse a causa delle ostilità o della mancanza di rifugi adeguati, costringendo quasi un milione di studenti ad apprendere online.

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