Per il momento, fare una analisi del voto referendario è ancora difficile perché mancano ùdati disaggregati, anche se forse qualche prima considerazione si può fare.
Intanto c’è da dire che non sembra esservi una corrispondenza precisa fra voto per il sì e vicinanza politica alla maggioranza di Governo anche se poi c’è chi fa osservare che il NO ha fatto il bottino proprio a Napoli dove il sindaco Manfredi molto si è speso nella campagna per il voto.
In Veneto, roccaforte del centro-destra, ha stravinto il SI’; in Lombardia e in Piemonte ha prevalso il SI’ (e questo confermerebbe il fatto che SI’ è andato bene dove il centro-destra è più forte), ma poi c’è una eccezione difficile da spiegare, almeno per i momento: a Torino e a Milano ha vinto il NO.
Curioso il dato delle regioni del sud a “trazione” centro-destra dove però ha vinto il NO (ad eccezione della provincia di Reggio Calabria, che spesso fa storia a sé dal punto di vista politico).
Tutto questo fa pensare che, almeno nell’immediato, il Governo potrebbe rallentare un po’ la corsa verso le riforme più ad effetto.
E, forse, uno dei rallentamenti più vistosi potrebbe riguardare proprio la scuola dove il Governo sembra aver perso parecchi punti negli ultimi mesi, sia fra il personale sia fra gli studenti.
La cartina al tornasole potremmo averla fra pochi giorni quando l’Aran dovrebbe mettere un punto fermo al contratto nazionale: se effettivamente l’accordo verrà siglato significherebbe che il Governo non intende esacerbare lo scontro sociale ma vuole provare a tirare avanti fino al 2027.
Ma cosa succederà per partite decisamente più delicate (riforma della istruzione tecnica, indicazioni nazionali per il secondo ciclo, reclutamento e precariato)?
“Tenere duro” su questi temi anche a costo di mettersi contro il mondo della scuola che in queste ore potrebbe aver fatto un po’ di differenza nel voto referendario, potrebbe anche essere deleterio per il voto politico del 2027.
La forze di maggioranza, però, potrebbero anche pensare che, più di ogni altra cosa, è importante mantenere fede al programma elettorale e quindi potrebbe andare avanti senza troppi problemi.
Insomma, per capire quali potrebbero essere gli esiti del voto sulle prossime scelte politiche in campo scolastico, è bene attendere ancora qualche settimana.