“È grave strumentalizzare il lapus di un uomo colto, sempre dalla parte della giustizia e che vuole una scuola che educhi alla lotta contro tutte le mafie. A Roma si direbbe ‘e nun ce’ vonno sta”, mentre citando Dante si potrebbe solo mandarli all’Inferno”. A dirlo è stata Simonetta Matone, ex magistrato e deputato della Lega, commentando il lapsus del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha trovato spazio in diverse testate giornalistiche e siti internet: parlando dell’inaugurazione in Irpinia di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella, che fu ucciso dalla mafia, nel pomeriggio di giovedì 7 maggio Valditara ha detto: “all’epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio il fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina”.
Immediatamente dopo, Valditara, a colloquio con l’agenzia Ansa, ha chiarito: “Ho dichiarato 20 volte ‘vittima della mafia’ come si vede in tutti gli interventi che ho tenuto, è stato un lapsus, contro di me uno sciacallaggio ignobile. Ci si occupi di cose serie, come per esempio il clamoroso fallimento dello sciopero odierno nella scuola indetto da alcune sigle sindacali” e anche da associazioni studentesche anti-governative, anche loro scese in decine di piazze sparse per l’Italia.
Secondo Matone, “se per attaccare il Governo ed uno dei suoi ministri più autorevoli si fanno le aperture dei giornali on line su un banale lapsus di Valditara, siamo alla frutta. Sono certa che nessuno apprezza questo modo di fare informazione dopo che i tanti cellulari e telecamere (anche della TV di Stato) hanno confermato che Valditara si è subito corretto per aver attribuito il delitto Mattarella alle Br e non alla mafia. Allora a pensar male non si fa peccato”.
Tra i primi a commentare il lapsus di Valditara, tra il duro e l’ironico, sono stati i parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura: il ministro Valditara, hanno fatto sapere, “oggi ha riscritto la storia dicendo che Piersanti Mattarella è stato ucciso dalle BR, anziché da Cosa nostra. Oltre ad aprirci bisteccherie adesso questo governo fa riabilitazioni postume della mafia? Un errore, per carità”.
“A scuola – hanno continuato i deputati pentastellati – si può sbagliare. Il problema è quando l’errore arriva da chi quella scuola dovrebbe guidarla. Per Valditara le gaffe non sono episodi, sono proprio il suo programma di governo. Con lui e con gli altri ministri di Giorgia Meloni siamo messi davvero male“.
Replicano i deputati della Lega in commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera: “Il M5S ha una faccia tosta davvero notevole e un bel coraggio nel definire ‘gaffe’ un piccolissimo lapsus del ministro Valditara. Errare è umano, ma stupisce che proprio chi si è sempre erto a paladino dell’uno vale uno lanci attacchi così strumentali e ipocriti”.
“Basterebbe ricordare – hanno detto i deputati leghisti – la lunga serie di scivoloni di Giuseppe Conte: dalla fuga ‘verso’ l’Egitto durante gli auguri per Pesach, all’8 settembre celebrato come inizio della ricostruzione, fino all’omicidio Matteotti a Bologna nel 2026 – anniversario di quando venne invece ucciso a Roma nel 1924 –, passando per i giornalisti da 300 euro l’ora, il curriculum gonfiato alla New York University e il celebre ‘il miracolo economico ci ha balzati’. Prima di pontificare, Conte e il M5S dovrebbero guardarsi allo specchio”.