Home Generale Hanno 10mila euro di tablet ma non la connessione internet

Hanno 10mila euro di tablet ma non la connessione internet

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E se alla scuola manca la rete wi-fi, tutto quel materiale informatico è inutile e inutile è stato pure il finanziamento e il bando, nonostante  i diecimila euro fossero arrivati a Ponte a Mensola con tempistica svizzera per avviare nelle due prime dell’elementare, istituto comprensivo di Coverciano, il progetto «Classe 2.0». La Nazione, che riporta la notizia, aggiunge pure che i soldi sono arrivati a giugno, a ottobre sono stati ordinati notebook e lim, poi consegnati a Ponte a Mensola un mese dopo.

Tutto in ordine tranne cablaggio e rete wi-fi. Tra settembre e ottobre ci sono stati alcuni sopralluoghi da parte dei tecnici comunali, forse perché la scuola ha sollecitato più volte la rete wi-fi, ma di fatto a oggi non funziona neanche il registro elettronico. A quanto ne sanno le famiglie dei bambini che avrebbero dovuto «imparare a leggere e scrivere sui nuovi strumenti tecnologici», come afferma il progetto [email protected] 2.0, ai primi di febbraio verrà chiesta la rendicontazione economica del progetto. Con conseguenze ipotizzabili, a iniziare dalla restituzione dei 10mila euro.

E sembra pure, dice ancora la Nazione che riporta la nota dell’assessore regionale al ramo, che siano “diverse le scuole fiorentine che hanno vinto quel bando e questo non può che essere motivo di soddisfazione, ma al tempo stesso vanno reperiti i fondi per le relative connessioni internet, tenendo presenti i limiti imposti dalla legge di stabilità. Cablaggio e reti wifi sono fra i nostri obiettivi ma questo finanziamento ministeriale ci obbliga a modificare i piani”

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“Sarebbe forse il caso di fornire qualche tablet in meno e dare qualche fondo per i collegamenti internet per farli funzionare. Ne abbiamo parlato anche con l’ufficio scolastico perché il bando così com’è ci mette in difficoltà”.

E alla Diaz alcuni genitori avevano persino proposto di provvedere pagando il wifi di tasca propria, così come in altri istituti i dirigenti hanno provveduto accettando il contributo di sponsor. «Non può essere questa la soluzione per una scuola pubblica – commenta l’assessore – Noi comunque stiamo provvedendo». 

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