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07.08.2025

Homeschooling, l’esperienza di una madre: “La scuola, come organizzazione, non mi piaceva. Non sono contro, ma è rigida”

Spesso si parla di homeschooling, ossia la pratica che consiste nell’istruire i propri figli a casa, senza il supporto dell’istruzione pubblica.

Home schooling, come funziona?

In Italia questo è possibile grazie a una normativa precisa e articolata che affonda le sue radici nell’art.34 della Costituzione e passa attraverso una serie di Decreti legislativi: dal 297 del 16 aprile 1994 al Decreto ministeriale n.5 dell’8 febbraio 2021.

Come funziona concretamente la cosa? In strettissima sintesi, occorre che i genitori ne diano comunicazione alle autorità, di norma il sindaco del comune in cui risiede la famiglia e il dirigente scolastico della scuola che sarebbe territorialmente competente per la iscrizione. Il minore, poi, a garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, è tenuto a sostenere, ogni anno, l’esame di idoneità per l’ammissione all’anno successivo presso l’istituto scolastico di riferimento.

La testimonianza

Una madre, pioniera italiana dell’esperienza dell’homeschooling, ha rilasciato una intervista a Tuttoscuola in cui ha parlato della sua esperienza. Ecco le sue parole: “La scuola, come era organizzata non mi convinceva. Mio figlio ha frequentato per un anno la scuola dell’infanzia e al momento di scegliere in quale primaria iscriverlo ci siamo accorti della rigidità del sistema scolastico italiano, non in grado di rispondere alle nostre richieste. Di fatto non avevo proposte scolastiche che ci avessero soddisfatto. Mi sono documentata e ho approfondito il tema dell’homeschooling. Abbiamo anche consultato, con mio marito, un avvocato che ci ha rassicurato sulla legalità della nostra proposta. Da li ho creato un blog e ho iniziato questa esperienza“.

“L’homeschooling stravolge tutto, connette bambini, adulti, anziani. Questa è una ricchezza. Come genitore ti metti alla prova, così come i fratelli. I fratelli passano molto tempo insieme; il vicinato si arricchisce, così come la società. Ad ogni angolo, in Italia, abbiamo monumenti da scoprire e guardare. È un cambio di paradigma. Io non sono assolutamente contro la scuola, ma fa un lavoro standard, di gruppo, le aule sono composte da molti bambini e alcuni insegnanti fanno l’impossibile con pochi mezzi e spazi. Nella scuola c’è tanta rigidità. A volte mi chiedono perché non ho messo queste energie nella scuola: semplicemente perché ho visto che spesso non ci sono ritorni, preferisco lavorare e dare un esempio virtuoso, anche per altre famiglie”, ha chiarito.

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