La Confederazione COBAS, insieme alle organizzazioni del sindacalismo conflittuale e in sintonia con la mobilitazione femminista, ha convocato per l’8 marzo lo sciopero generale di tutte le lavoratrici e lavoratori dei settori pubblici e privati, con primo obiettivo fermare la guerra in Ucraina; ed inoltre contro lo sfruttamento in particolare del lavoro femminile, sottoposto a maggiori licenziamenti e part-time obbligati, a maggiore precarietà e a salari inferiori a quelli medi, con pensioni sempre più lontane e misere; e a favore del rinnovo della moratoria sui licenziamenti che, durante la pandemia, hanno colpito soprattutto le donne; contro la crescente violenza verso le donne, connessa alle discriminazioni di genere nei posti di lavoro e nella società; per una scuola pubblica che garantisca il diritto allo studio a tutte/i gli allievi/e e il lavoro stabile per i lavoratori/trici, in ambienti sanificati e adeguati, con il miglioramento delle strutture e meno alunni/e per classe per la parità di diritti, salario e condizioni di lavoro nei settori privati, per la salvaguardia dei diritti nel lavoro “agile”, per la stabilizzazione nella P.A. di lavoratrici /tori con contratti precari e/o in appalto per la tutela della salute e sicurezza nei posti di lavoro, per una sanità pubblica potenziata e non mercificata per servizi pubblici che evitino di scaricare sulle donne tutto il lavoro di cura e di assistenza.
I COBAS, insieme ad altri sindacati conflittuali, strutture femministe, studentesche e sociali, manifesteranno nelle seguenti città:
Piero Bernocchi portavoce nazionale Confederazione COBAS
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