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I diritti civili prima di tutto, anche dei gay

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È giunta all’epilogo la storia di Constance McMillen, la studentessa di una scuola superiore del Mississippi, che voleva portare la sua fidanzata alla festa di fine anno. Come da noi precedentemente riportato, l’istituto non solo le proibì di partecipare, ma il party fu cancellato. Constance non ci è stata, ha fatto causa all’Itawamba County School District ed ora il giudice le ha dato ragione: il distretto scolastico dovrà pagarle danni per 81.000 dollari. La ragazza si era rivolta all’American Civil Liberties Union, gruppo per la tutela dei diritti civili, e insieme avevano avviato il procedimento legale sostenendo che il bando di portare al ballo della scuola un partner dello stesso sesso era una chiara violazione dei diritti degli studenti gay e lesbiche. Dopo che la scuola ha cancellato il ballo del 2 aprile, i genitori degli studenti organizzarono un’altra festa. McMillen ha però sostenuto di essere stata invitata a uno “sham prom”, un ballo fasullo, mentre i suoi compagni facevano festa altrove. Il risultato: la ragazza ha finito l’anno scolastico altrove. Ed alla fine il giudice ha stabilito che i suoi diritti sono stati violati ed è quindi scattato il risarcimento.
I fatti si incasellano molto bene con la decisione dell’amministrazione Obama di lanciare, negli stessi giorni, una campagna per prevenire gli episodi di bullismo nei confronti degli studenti omosessuali e qualsiasi altra forma di abuso nelle scuole: attraverso un memorandum, l’ufficio per i diritti civili del dipartimento all’istruzione pur non fissando nuove regole, ha ricordato che la legge federale protegge gli studenti da qualsiasi forma di discriminazione.
Dobbiamo sfatare il mito che il bullismo sia un normale rito di passaggio“, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un video pubblicato sul sito Internet della Casa Bianca, che dovrebbe anche partecipare attivamente nel promuovere l’iniziativa.
Il nostro obiettivo – ha dichiarato l’autrice del memorandum, Russlynn Ali – è fare chiarezza sui casi in cui episodi di bullismo debbano essere considerati vere e proprie violazioni dei diritti civili e come comportarsi in questi casi“.