Home Alunni I dizionari sostituiti dalle app

I dizionari sostituiti dalle app

CONDIVIDI
  • GUERINI

Il noto portale degli studenti, Skuola.net, adusa a fare sondaggi fra i suoi lettori, fa sapere che 1 studente su 3 ha installato app scolastiche nel proprio smartphone o tablet e le usa al posto di dizionari, quaderni, diari o, addirittura, libri di testo.  E sembra pure che i prof, a giudicare di ciò che dice  il 60% dei 1500 intervistati, non vedono ancora di buon occhio le app ma esiste comunque chi è particolarmente aperto al nuovo: 1 studente su 4, infatti, dichiara che il proprio prof le lascia usare volentieri durante l’orario di lezione.

Tuttavia disarma sapere che i dizionari di lingue sono sostituiti da app che traducono istantaneamente. 1 su 2 dichiara, rileva Skuola.net, di aver installato sul proprio telefono una app apposita, mentre un altro 20% circa utilizza servizi di traduzione via web. Solo il 30% rimarrebbe  affezionato al vocabolario.

Ma non solo, si ricorre ai mezzi informatici anche per le interrogazioni. Circa la metà degli intervistati usa le app, anche se 1 su 3 le affianca ai testi. Un’altra metà, invece, ricorre esclusivamente ai motori di ricerca e alle informazioni sul web.

Icotea

Anche prendere appunti si fa con un tablet o con il telefonino, tant’è che circa 1 su 6 le usa a scuola al posto del quaderno, mentre 1 su 3 le usa, ma evita di farlo in classe. Complessivamente, circa il 45% ha quindi abbandonato il block notes. Per quanto riguarda i conti e i numeri, le app specifiche piacciono per la possibilità di consultare anche formulari ed altri servizi, e le sceglie 1 su 3.

Spenti però i marchingegni durante le verifiche, a resistere sarebbe solo la calcolatrice manuale, usata dal 65% degli intervistati.

Per quanto riguarda i prof, molti non tollerano l’uso di telefonini e tablet accesi in aula durante le lezioni, così che il 60% circa degli intervistati sostiene di dover usare le app di nascosto, contro il 14% che dichiara di avere professori più tolleranti. Solo 1 ragazzo su 4 sostiene di aver professori che considerano la tecnologia utile per la formazione degli studenti e lasciano usare le app scolastiche liberamente durante le ore di lezione.

Tuttavia i docenti dovrebbero riflettere sull’uso improprio di questi strumenti, soprattutto se le telecamere dei tablet, dei telefonini e degli smartphon vengono usate per riprendere qualcuno dei tanti momenti di “difficoltà” contro cui si incappa inevitabilmente durante certe terribili ore di lezione. Sono proprio quei momenti che molti ragazzi, per un motivo o per un altro, scaricano poi su internet e allora son dolori, e non solo per il singolo prof filmato, ma anche per l’intera scuola, perché poi c’è sempre qualcuno che ne approfitta per fare di ogni erba un fascio.

È vero che è facile individuare la classe, ma è anche vera la pena e la sofferenza di chi si vede schiaffato in modo così ignobile su internet. E come è noto a tanti docenti è capitato.