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I docenti che non riescono a recuperare gli alunni scarsi non sono buoni docenti

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webaccademia 2020

Secondo l’archeologo e giornalista Manlio Lilli i docenti che non bocciano gli alunni scarsi dovrebbero bocciare se stessi.

Si può dire il contrario. I docenti che non riescono a recuperare gli alunni scarsi non sono buoni docenti.

Dalla mia esperienza di dirigente scolastico di istituto comprensivo in quartiere a rischio, posso dire che la bocciatura alla scuola media (alla scuola primaria difficilmente si boccia) è l’anticamera della dispersione scolastica. Il fallimento educativo a scuola, sancito con bocciature ripetute, suscita risentimento non solo verso l’istituzione scuola, ma contro lo Stato in generale. La bocciatura, quindi, per questi ragazzi, apre la strada alla devianza.

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Per questi alunni ci vorrebbe una scuola diversa, come ho cercato di spiegare nel mio libro “Il Preside dei Quartieri Spagnoli”, il miolibro, edizione 2018.

Alle superiori, invece, si può e si deve bocciare. Non siamo più nella scuola dell’obbligo (dopo il biennio) e la scelta di proseguire gli studi deve esser sorretta da volontà, capacità e sacrificio.

Ma per chi non va alle superiori e non ce la fa, dovremmo programmare degli itinerari lavorativi, se non vogliamo consegnare questi ragazzi alla criminalità. E non possono essere solo gli attuali istituti professionali.

Eugenio Tipaldi

Preparazione concorso ordinario inglese