Registrati
02.07.2026

Nonno ha i sintomi dell’ictus, insegniamo ai bambini a riconoscerli e a chiamare il 112: quando i progetti a scuola hanno una valenza enorme

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo della maestra Roberta Stamegna su come la scuola possa proporre ai suoi alunni dei progetti pregni di contenuti e utili alla loro crescita trasversale e umana.

Negli ultimi anni si è discusso spesso del rischio che la scuola diventi un “progettificio”, sommersa da iniziative avvertite come un peso dai docenti e come una dispersione per gli studenti. Eppure, chi vive le classi ogni giorno sa che esistono percorsi capaci di ribaltare questa percezione: esperienze significative che si trasformano in strumenti per formare cittadini consapevoli.

È in questo orizzonte che si colloca il Service Learning, la metodologia pedagogica che integra l’apprendimento in classe con il servizio alla comunità. Si tratta di un approccio in perfetta sintonia con l’Educazione Civica, poiché promuove la partecipazione e la responsabilità, valorizzando la scuola come luogo di impegno condiviso.

In questo contesto si inserisce FAST HEROES 112, un’iniziativa educativa internazionale e gratuita rivolta agli alunni della scuola primaria e adattabile anche alla scuola dell’infanzia. Nata presso l’Università della Macedonia e sostenuta dalla World Stroke Organization e da Angels Initiative, la campagna è oggi attiva in oltre 20 Paesi; in Italia è approdata nel 2024 grazie ad A.L.I.Ce. ODV.

Il progetto insegna ai bambini a riconoscere i principali sintomi dell’ictus e ad attivare tempestivamente il numero di emergenza 112. Un gesto semplice, ma decisivo per salvare una vita. In questo modo, la scuola diventa un ponte tra la conoscenza e la realtà: ciò che si acquisisce in classe entra nelle case, coinvolge le famiglie e unisce generazioni diverse.

Il mio incontro con FAST HEROES 112 è avvenuto a Fiera Didacta lo scorso anno: un vero e proprio colpo di fulmine professionale. Da lì è nata l’idea di proporlo alle classi quinte dell’Istituto Comprensivo di Itri, in provincia di Latina, all’interno del progetto d’istituto “Mi prendo cura di…”.

La scelta del focus è stata immediata: quest’anno il tema è stato “Mi prendo cura dei nonni”, ossia la fascia di popolazione più esposta al rischio di ictus. Da questa intuizione è nato un percorso che ha trasformato la prevenzione medica in un profondo gesto d’amore.

I bambini, che con i nonni condividono tempo, giochi e quotidianità, hanno assunto un ruolo inatteso: sono diventati piccoli messaggeri di prevenzione e sentinelle attente accanto a chi riempie di affetto le loro giornate. Sapere che un bambino può salvare il proprio nonno non è solo commovente: è la prova concreta di quanto la scuola possa incidere sulla vita reale, trasformando la conoscenza in cura e la consapevolezza in amore.

Parlare di un tema complesso come l’ictus ai più piccoli potrebbe sembrare difficile, ma FAST HEROES 112 ha trovato la chiave giusta. Attraverso un linguaggio ludico, animato e immediato, il progetto trasforma gli alunni in veri e propri “supereroi”, capaci di riconoscere i segnali d’allarme e chiamare il 112 senza esitazioni.  Questa formula ha permesso loro di apprendere con naturalezza e senza paura, interiorizzando le informazioni con curiosità e senso di missione.

Il cuore didattico del progetto si basa sull’acronimo internazionale FAST, una sigla utilizzata in medicina per identificare rapidamente i principali sintomi dell’ictus. Ogni lettera indica un segnale specifico da osservare:

  • F (Face- Viso): un lato del viso appare improvvisamente cadente o asimmetrico.
  • A (Arms-Braccia): un braccio è debole, non si muove o cade verso il basso.
  • S (Speech -Linguaggio): la parola risulta confusa, biascicata o alterata.
  • T (Time- Tempo): il tempo è fondamentale, bisogna agire subito e chiamare i soccorsi.

Grazie all’uso integrato di materiali digitali e cartacei, i contenuti sono risultati accessibili e graduali. Il progetto ha così affidato a ogni bambino una piccola, grande missione: monitorare la salute dei propri cari e diventare un promotore attivo della prevenzione all’interno della famiglia.

Questa esperienza non è un percorso isolato, ma fa parte di un movimento educativo internazionale in continua crescita. Sapere che a novembre è stato raggiunto il traguardo di un milione di aderenti nel mondo – di cui 18.000 in Italia – dimostra che anche la nostra scuola ha contribuito a un grande cambiamento culturale, fondato sulla consapevolezza, la prevenzione e la cura delle persone fragili.

Un ringraziamento speciale va alla Dirigente Scolastica, Maria Laura Cecere, e alla Responsabile di plesso, Rita Ruggieri, che hanno colto con sensibilità il valore educativo di questo percorso. Iniziative come questa ricordano che la scuola non è soltanto un luogo di apprendimento, ma una vera comunità educante.

Resta la consapevolezza che anche un bambino può fare la differenza.

Resta la certezza che sensibilizzare, condividere e sostenere gli altri sia un gesto autentico di cittadinanza attiva.

Resta l’orgoglio di aver partecipato a un progetto che, in tutto il mondo, ha già contribuito a salvare vite.

Resta, soprattutto, la bellezza di aver imparato qualcosa di importante insieme, come comunità.

Roberta Stamegna

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate