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26.09.2025

I genitori “elicottero”? Creano solo ansia nei figli

I figli dei cosiddetti genitori “elicottero” che li controllano e li indirizzano di continuo,  sono vittime di ansia sociale crescente, ma sono pure più timidi e a disagio anche a scuola. E se hanno la tendenza a starsene in camera loro, non è colpa, questa volta, dei social, ma dei genitori.

E con questa nuova indagine sociologica, viene pure fuori un altro neologismo: genitore elicottero, nel senso che vola sopra la testa del figlio, controllandolo e indirizzandolo, come si fa con la playstation attraverso i personaggi sul display. Ma pure di genitore “spazzaneve” o di  mamma “tigre”, a seconda delle casistiche a pure, pare di capire, del paese di provenienza, tanto che un nuova indagine della Georgia Center for developmental sciences ne quantifica gli effetti e propone soluzioni, mentre per quanto riguarda i dati italiani vengono, come scrive Ansa, raccolti dall’università Lumsa.

E a loro, alle mamme e ai papà, gli esperti raccomandano di essere meno invadenti per aiutare bambini e adolescenti ad essere più socievoli e indipendenti, perché contribuiscono in modo abbastanza equo, con responsabilità bipartisan, a sviluppare i sintomi dell’ansia sociale.

Spiega il direttore dell’indagine: “Ragazzi e ragazze ansiosi sono soprattutto figli di genitori che li iperproteggono dando regole, standard e aspettative autoritarie. I genitori controllanti compromettono lo sviluppo della cosiddetta ‘resilienza emotiva’ limitandone l’autonomia fin da bambini”. 
Secondo un altro studio, condotto sempre dall’Università Lumsa, su 300 studenti romani, il fenomeno dell'”interferenza” genitoriale, ossia quando madri e padri si sostituiscono ai figli in ogni decisione, dalla scuola alla futura carriera, mette in mostra dati che fanno riflettere su quanto aiutarli, osservarli, diventi soffocante . 
Nel report, riportato da Ansa, si legge: “Circa quattro studenti su dieci con sintomi depressivi dichiarano di subire un’eccessiva interferenza. In particolare, interferiscono nelle scelte scolastiche e professionali, scegliendo percorsi ritenuti più sicuri o prestigiosi e privando i ragazzi di un sano margine di autonomia. Quando ogni decisione viene “filtrata” dagli adulti, l’aiuto rischia di trasformarsi in soffocamento, generando nei giovani un senso di inadeguatezza e di incapacità di autodeterminarsi”. 

E dunque, stando così le cose, i  sintomi che possono apparire in chi ha genitori iperprotettivi, elicotteri o spazzaneve, sono: paura di essere valutati o criticati negativamente dagli altri, tendenza ad essere introversi fino a mostrare un vero disagio nelle situazioni sociali evitando così gli incontri isolandosi.

E allora, che fare? C’è  una soluzione? Come in tutte le avventure umane dell’uomo, la soluzione non manca mai, che è anche la più naturale: fare un passo indietro. 

“Ciò non significa che imporre restrizioni agli adolescenti sia sempre sbagliato, c’è però un momento e un luogo per farlo. Anche essere troppo accomodanti e non offrire una guida può esporre gli adolescenti a rischi inutili o renderli insicuri su come affrontare le sfide. I genitori hanno il dovere di trovare un equilibrio tra stabilire limiti adeguati all’età dei figli e dare loro lo spazio per fare le proprie scelte. Esiste un livello appropriato di controllo che sostiene l’autonomia del bambino, fin da piccolo, affinché impari a regolarsi, ad affrontare le sfide e ad acquisire le capacità di confrontarsi con gli altri ambienti fuori casa senza troppa ansia”. 

E se ai piccoli occorre dare aiuto per acquisire fiducia, con l’adolescenza bisogna ridurre le interazioni di controllo per fare acquistare l’indipendenza e dunque apertura alle relazioni con i coetanei e alle nuove esperienze sociali fuori casa. 

Ribadiscono gli esperti: “Un compito primario dei padri durante questo periodo di sviluppo è ad esempio quello di fungere da fonte costante di supporto emotivo e cura, incoraggiando i giovani a esplorare in modo indipendente il loro mondo sociale in continua evoluzione. Restando genitori accoglienti riduce i sintomi dell’ansia sociale e promuove un’immagine positiva di sé. Che mamma e papà restino un “rifugio sicuro” nei momenti di difficoltà dei figli”. 

“Adottare un controllo che sostenga l’autonomia del bambino, fornendogli al contempo limiti, li aiuta a crescere fiduciosi e indipendenti. Adottare invece comportamenti ipercontrollanti inibiscono la capacità del bambino di imparare a regolarsi, ad affrontare le sfide e ad acquisire le capacità di gestire ambienti sociali esterni senza troppa ansia”.

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