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Aggiornato il 26.11.2025
alle 16:08

I politici diano il loro numero di telefono ai cittadini, il presidente Emiliano: mai avuto stalking. E se i docenti lo dessero agli alunni?

“Io non ho mai avuto stalking dai miei concittadini che avevano il mio numero di telefono. Questo è un invito a tutti i politici a dare il numero di telefono perché si risolvono un mare di problemi con quel numero di telefono”. A dirlo è stato Michele Emiliano, presidente uscente della Regione Puglia, al termine della cerimonia di apertura della 38/ma Assemblea generale delle Province italiane (Upi), alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

“Io – ha aggiunto Emiliano – sono disponibile sempre, devo dire, perché come è noto sono uno dei pochi che risponde al telefono: è una disponibilità che però ha arricchito me. Più sei disponibile nella vita istituzionale, più impari e più ti lasciano in pace. Perché quando tutti sanno che sei accessibile non ti ossessionano, aspettano il loro turno“.

“Finire il mandato rassegnando e confermando il mio giuramento di fedeltà alla Costituzione nelle mani del presidente è stata una cosa emozionante”, ha detto Emiliano.

“Come emozionante – ha aggiunto – è stato vedere i bambini delle scuole di Lecce. Forse bisognerebbe che noi tutti andassimo più spesso nelle scuole, avremmo una rappresentazione del Paese diversa. Oggi c’erano bambini probabilmente provenienti da altre parti del mondo, dall’Asia, dall’Africa, dal Sud America. Una cosa magnifica, una rappresentazione dei nuovi italiani che sono molto diversi dal modello caucasico classico, ma che sono italiani perché cantavano fratelli d’Italia, sventolavano il tricolore con lo stesso entusiasmo dei nonni che ci hanno preceduti”.  

Gli insegnanti, comunque, la rappresentazione del mondo e del Paese ce l’hanno ben presente. Probabilmente perché a scuola si recano tutti i giorni, e conoscono bene la poliedricità dei loro studenti e le diverse estrazioni culturali.

Quello che non possono fare i docenti è, invece, comunicare il loro numero di telefono agli alunni, ancora di più dopo che, dallo scorso mese di settembre, è scattata la proibizione dell’uso dello smartphone nei locali della scuola e in orario scolastico (anche a ricreazione).

Tranne rare eccezioni, ovviamente motivate, gli insegnanti hanno possibilità di comunicare con i loro allievi tramite i canali istituzionali: per via diretta, a scuola, ma anche tramite registro elettronico oppure attraverso le e-mail ufficiali fornite dall’istituzione scolastica di appartenenza.

Ancora più inopportuno è poi che gli insegnanti forniscano agli alunni, ma anche ai genitori, il loro numero telefonico, per poi ritrovarsi all’interno di chat con un numero spesso molto allargato di partecipanti.

In generale, i lavoratori della scuola, a iniziare dai docenti, devono esimersi dal partecipare a comunicazioni via internet o a gruppi social: l’amministrazione scolastica centrale ha infatti proibito ai suoi dipendenti di poter esprimere giudizi che possano ledere l’immagine dell’organizzazione pubblica all’interno della quale sono collocati professionalmente.

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