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I precari sono “soggetti che si definiscono insegnanti”, ma tengono in piedi il sistema

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Nel tardo pomeriggio di ieri, la senatrice Bianca Laura Granato si è fatta autrice di un post Facebook, in cui si accanisce e denigra gratuitamente e senza mezzi termini i docenti precari della scuola di Stato, definendoli “un pugno di soggetti che si definiscono insegnanti”.

La notizia ha creato agitazione, nonchè scompiglio e amarezza, tra i precari che, onesti lavoratori, hanno una dignità e contribuiscono, da anni, a mandare avanti il complesso sistema dell’istruzione italiano, anche in questo difficile periodo di emergenza sanitaria.
Gli stessi hanno accolto da subito la sfida della DAD, proposta dal MIUR, per poter assistere anche da lontano i propri studenti, a spese proprie e senza nessun sussidio o bonus docente, utile ad acquistare apparecchiature informatiche.

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Ebbene, la sen. Granato, per mezzo del suo ultimo post di giovedì 16 aprile 2020 h.18 circa, non ha tradito la sua permanente azione politica volta a contrastare la stabilizzazione dei docenti precari con 36 mesi di servizio, scagliando una lancia affilata contro i medesimi, definendo le rivendicazioni degli insegnati precari una sorta di “lagna” che rischia di svilire il ruolo del docente.

Se la senatrice pensa che i precari sviliscano il ruolo dell’insegnante, vorrei ricordarle che, questo “pugno di soggetti”, rivestono da decenni il ruolo di educatori dei figli degli italiani e degli stessi Illustrissimi Onorevoli.
Siamo precari creati dallo Stato, gli stessi che da sempre permettono il corretto funzionamento della macchina scolastica, gli stessi che il Ministro Azzolina vuole esodare attraverso un concorso farsa, atto a cestinare 60.000 famiglie italiane. Probabilmente alla senatrice Granato, così come a tutti gli altri esponenti del M5S, è sfuggito il piccolo particolare che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e non sull’abuso del lavoro, espletato attraverso la reiterazione ingiustificata dei contratti a termine.

Il post generato dalla senatrice nasce dall’attuale acceso e aperto confronto politico e sindacale circa l’argomento Concorsi. Il DL MILLEPROROGHE 162/19 prevede la pubblicazione del concorso straordinario, destinato ai docenti con 36 mesi di servizio, entro il 30 aprile 2020.
Allo stato attuale dell’emergenza sanitaria risulta, tuttavia, impossibile espletare le prove in tempo per avere i docenti in cattedra già dal 1° settembre, come precedentemente auspicato, pertanto diverse forze politiche di maggioranza, di opposizione, i sindacati e persino il CSPI, hanno ritenuto anacronistico tale decreto, mettendone in discussione la modalità e la fattibilità, auspicando in un cambio di rotta del MIUR sull’argomento, attraverso vari e validissimi suggerimenti, che, tuttavia il ministro Lucia Azzolina e la vice-ministra Anna Ascani disdegnano, andando avanti, imperterrite, per la propria strada.
Molte sono le parti sindacali scontente di questi provvedimenti scelti e discussi senza il rispetto delle istituzioni, a tal punto da obbligare molte di esse a diffidare il ministro Azzolina per comportamenti anti-sindacali.
Di certo la ministra Azzolina ha mostrato più volte di non aver alcuna cura dei pareri sindacali, come dimostrato nella locandina, targata M5S, in cui vantava lo slogan di aver STOPPATO i medesimi.

Noi, onesti lavoratori, siamo stanchi di essere rappresentati da esponenti politici che non accettano il dialogo, e la sen. Granato ne è l’emblema, non solo scagliandosi contro i docenti, ma non offrendo neppure una possibilità agli stessi di difendere i propri diritti e la propria dignità e di esprimere la propria indignazione, bloccando sui canali social tutti gli utenti, che mostrano un pensiero alternativo e differente, violando apertamente l’art. 21 della nostra Costituzione.

Noi docenti precari auspichiamo che la Senatrice Granato possa rimediare facendo un passo indietro e scusandosi per le gravi esternazioni, e confidiamo che, il M5S possa accogliere di buon grado i pareri del CSPI e riapra il dialogo coi sindacati e le altre forze politiche, così da giungere a una soluzione al precariato più congrua, che dia merito alle reali competenze acquisite solo attraverso l’esperienza sul campo, non misurabili in un concorso quiz.

Giovanni Difilippo
(Gruppo precari 180×3)